mercoledì 17 agosto 2011

SONDAGGIO in FB: riforma delle province, quale futuro per Crema?

In seguito all'emanazione del decreto del governo che prevede la riduzione delle province ho lanciato in Facebook un sondaggio con questa domanda e le relative risposte originarie cui se ne possono aggiungere altre a discrezione degli utenti:

Nel caso le Province di Cremona e Mantova si unissero per creare la "Provincia del Po", Crema ed il Cremasco cosa dovrebbero fare ? ? ?

•Dare vita ad una nuova "Provincia dell'Adda" con Lodi
•Chiedere l'annessione a Bergamo
•Restare a far parte della nuova Provincia

Quello uscito dal governo sembra un testo "frettoloso" la cui concretizzazione sarà molto difficile perché su ogni provincia da "sopprimere" potrebbero nascere controdeduzioni che consiglierebbero comunque di mantenerla.
Per non parlare poi di quelle, per così d...ire al limite, come quella di Piacenza che conta attualmente 290.000 abitanti circa (e che potrebbero essere di + in base al censimento che partirà questo autunno).
Che l'architettura istituzionale/amministrativa meriti una riorganizzazione è ormai palese e condiviso da molti se non tutti.
Un decreto agostano nato sotto pressione di una situazione economica preoccupante (per non dire peggio) non è il massimo... mi auguro che passata l'emotività del momento, ed una volta convertito in legge il tutto, il parlamento affronti seriamente tutta la questione.

Nel frattempo andate sulla mia pagina facebook e votate!

domenica 14 agosto 2011

SPL 2011/2012 | 4^, Celtic 5 - 1 Dundee Utd

Celtic continued their 100% run in the Scottish Premier League with a comfortable win against Dundee United.
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Celtic have taken nine points from their opening three matches in the SPL Anthony Stokes's fourth-minute header was cancelled out by Johnny Russell on the half hour with a close-range strike at the back post.
Gary Hooper's header gave Celtic a half-time advantage, before a superb second-half strike from Ki Sung-Yeung.

A 71st-minute Joe Ledley tap-in and a well-worked injury-time effort from James Forrest secured all three points.
The win puts Celtic one point behind league-leaders Motherwell at the top of the table with nine points from their opening three matches, while United slip to sixth place following last week's draw at home to St Mirren.
With just four minutes played, a sensational long-distance shot from Kris Commons gave the United keeper Dusan Pernis a scare, resulting in a corner from which Stokes headed in from six yards.
Celtic keeper Lukasz Zaluska fumbled a Keith Watson cross from the right but Russell couldn't get a foot to it before the Polish keeper pounced to correct his mistake.
As the half hour mark approached, Ki blasted in a powerful shot from 18 yards, but Garry Kenneth deflected it out for a corner.
United found the equaliser 14 minutes from the interval when Kenneth miscued a shot that drifted across the face of the Celtic goal for Russell to fire home, unmarked, from 10 yards out.
Celtic's lead was restored immediately when Hooper benefited from a header that rebounded off the United crossbar and wrong-footed Pernis. The English striker rose highest above the United defence on the goal line and nodded in.
After the interval, Commons struck the inside of the Pernis's left-hand post, but the ball rebounded back out to safety.
United continued to look dangerous with a John Rankin long-range free-kick in the 56th minute that curved past the post.
Scott Robertson crumpled in a heap inside the Celtic penalty area - but referee Craig Thomson was having none of it - then Celtic quickly counter-attacked with Commons laying off to Ki, who blasted in a terrific third goal from 17 yards.
Willo Flood flighted in a tempting corner that Kenneth headed inches past the Celtic post then, in a flurry of goalmouth activity, Russell was unlucky to see his header deflected out in a similar fashion.
Hooper powered into the United half on a solo run and struck for goal, but the ball went wide of the target and the former Scunthorpe man was stretchered off moments later after injuring himself in the process.
United were by no means down and out and continued to press their hosts with efforts from Flood and Russell, but Maloney provided the assist with a neat cut-back from the goal-line to allow Ledley the chance to tap in Celtic's fourth.
Maloney could have made it five after some clever footwork in the final 10 minutes of the match, but the substitute dragged his shot wide.
In the final minutes of the match, Rankin forced Zaluska to tip over an angled free-kick from near the goal-line, but United were simply going through the motions before Forrest finished off a well-worked team effort to strike home Celtic's fifth of the day from close range.

Saturday, 13 August 2011

Scottish Premier

Home TeamScoreAway TeamTime
Celtic5-1Dundee UtdFT
(HT 2-1)
  • Stokes 4
  • Hooper 33
  • Ki Sung-Yeung 58
  • Ledley 71
  • Forrest 90+1
  • Russell 31

sabato 13 agosto 2011

Comunicato Stampa - “SOCCINI (Lega): Sulla Movida contemplare le giuste esigenze di tutti nel doveroso rispetto delle regole”.

CREMA, 13 agosto 2011 – In merito alle polemiche sollevate in settimana, relativamente agli interventi di monitoraggio per il rispetto di norme e regolamenti da parte dei locali notturni e non solo, interviene Matteo Soccini consigliere comunale a Crema per la Lega Nord.

“Innanzitutto mi preme rimarcare come il rispetto da parte di tutti di norme e regolamenti per l’esercizio di attività aperte al pubblico sia un principio fondamentale del vivere civile di una comunità, ed in tal senso è positiva l’intenzione del vice sindaco Piazzi di procedere ad un monitoraggio della situazione specie laddove siano pervenute segnalazioni da parte della cittadinanza afferma il consigliere leghista Soccini che prosegue Recenti provvedimenti di chiusura di attività rivelatesi irregolari, supportati dalle relazioni della Polizia di Stato, dimostrano la fondatezza di un problema che non poteva rimanere chiuso in un cassetto”.

Conclude l’esponente leghista: “Come spesso capita la mera applicazione di quanto previsto dalla normativa non è il solo rimedio ad un problema che investe diversi attori in campo. Gli esercenti che devono rendere profittevole la propria attività, gli avventori dei locali che desiderano divertirsi, i residenti che reclamano quiete e gli amministratori pubblici chiamati a tutelare tutte queste esigenze. Un problema complesso che potrà vedere la giusta soluzione ricorrendo al dialogo ed al confronto costante tra le diverse parti, sotto la regia dell’amministrazione comunale.
In tal senso accolgo con favore l’intenzione dell’assessore al commercio Borghetti di riunire le associazioni di categoria per affrontare il problema.
Crema, grazie a coloro che hanno investito in bar, pub, locali, ecc., è divenuta negli anni un “polo attrattivo del divertimento” che travalica i confini provinciali; compito di tutti gli attori chiamati in causa supportarlo e svilupparlo nell’interessa comune di tutta la Città”.

mercoledì 10 agosto 2011

in ricordo di Gianfranco MIGLIO, a 10 anni dalla scomparsa.

Nel decimo anniversario dalla morte del Prof. Gianfranco Miglio (11 gennaio 1918 - 10 agosto 2001) ecco un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera il 28 dicembre 1975.  
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Chi vuole governare il paese riconosca il Nord

Il  presidente della Regione Lombardia in una intervista concessa al settimanale Il Mondo, mi ha recentemente chiamato in causa a proposito dell’idea di una “Padania” politico-amministrativa. È sostanzialmente vero che io pensi a questa prospettiva, e da molto tempo: dagli anni della Resistenza e dall’immediato secondo dopo-guerra, quando mi interessavo al movimento federalista “esterno” che si esprimeva nel foglio Il Cisalpino.
Ma ciò che già allora mi differenziava da quegli amici - e che mi distingue ora da eventuali compagni di strada - è un divario fondamentale di atteggiamento: io non mi preoccupo affatto di sapere se tale soluzione del “caso italiano” si debba o non si debba realizzare, se cioè sia giusta, bella, buona, e magari “progressiva”: penso sol-tanto che sia inevitabile. Nel senso che, se qualcuno vorrà governare questo Paese, non potrà mai farlo seriamente senza riconoscere che esso non fu mai né sarà mai - per una folla di ragioni - uno “Stato” unitario. Se in certi momenti l’amministrazione “nazionale” è sembrata funzionare, ciò è accaduto perché alcune parti del Paese erano politicamente “in letargo” e nelle altre le forze economico-sociali si autoregolavano, dando luogo - inconsapevolmente e quindi anche casualmente - ad un equilibrio la cui stabilità sarebbe entrata in crisi non appena fossero diventati necessari interventi eteroregolanti.
Negli anni Cinquanta e nella prima metà dei Sessanta, con una parte dei miei allievi, promossi e condussi una serie di ricerche nel campo della storia delle istituzioni, e sopra tutto della storia amministrativa italiana (ricerche a cui contribuirono poi studiosi di ogni scuola: per esempio anche i Ragionieri) dalle quali fra le molte altre uscirono dimostrate tre cose:
1) che le differenze “ereditarie” (e quindi non riducibili) - geoclimatiche, economico-sociali, istituzionali eccetera - fra le diverse grandi regioni della penisola, erano molto maggiori di quelle su cui si basava la separazione fra i principali Stati europei;
2) che la gestione unitaria dello Stato italiano era sempre consistita in un equivoco: cioè in un complesso di norme ed istituti solo formalmente “nazionali”, ma in realtà interpretati ed applicati, in ognuna di quelle grandi-regioni, in modi e misure tanto diversi da togliere ogni valore alla apparente omogeneità;
3) che le “Regioni” del Titolo V della Costituzione erano unità amministrative la cui dimensione corrispondeva tutt’al più alle esigenze dello Stato ottocentesco: tant’è vero che erano state “inventate” dai tecnici di governo liberali, specialmente piemontesi, tra il 1859 e il 1865: nel 1948 erano già largamente anacronistiche.
Queste conclusioni furono generalmente accettate dagli specialisti: ma nessuna forza politica si curò di trarre le conseguenze che ne derivavano sul piano operativo. Senonché nel frattempo, sempre sulla stessa linea di considerazioni, sono venute a galla due altre “verità” con le quali sarà davvero difficile evitare di fare i conti.


La prima riguarda il livello di “degrado” dell’amministrazione pubblica centrale italiana: per chi s’intenda un po’ di questi problemi è ormai chiaro che qui da un pezzo è stato ormai superato il punto del “non ritorno”. Nessuno - neppure la frazione più seriamente auto-ritaria dell’attuale classe politica italiana, e cioè i comunisti - riuscirà a restituire credibilità ed efficienza all’apparato amministrativo centrale di questo Paese. Tale apparato potrà sopravvivere soltanto se (a parte la politica estera e la connessa difesa) abbandonerà ogni illusione di poter gestire il governo-amministrazione in senso stretto, e si limiterà ad assumere (e a svolgere realmente) funzioni di coordinamento e di direzione.
L’impossibilità di restaurare l’antico modello di governo centrale dipende anche, e in misura essenziale, dalla seconda “verità” emergente: l’aumento accelerato dei servizi e delle prestazioni pubbliche, il continuo accrescersi dei rapporti fra i singoli e fra i gruppi, l’incessante differenziarsi delle esigenze e delle situazioni, rendono sempre più difficile anche alle più efficienti compagini statuali, continuare a gestire “direttamente” il potere, nelle sue diverse manifestazioni. Questo mutamento sfocia nella contemporanea ricerca di una “minore” dimensione ottimale su cui reimpiantare i ruoli tradizionali dello Stato, e di un tipo di funzione coordinatrice (da attribuire a livelli superiori, compreso quello dell’ex-Stato) rispetto al quale il vecchio modello “federale” appare solo un precedente storico. 

Alla luce di tale sviluppo, se lo Stato italiano appare troppo grande per governare, la Regione è invece troppo piccola. Si dirà che i politici hanno ben altro da fare che ascoltare le diagnosi dei politologhi: ma io sono fermamente convinto che quando il gran polverone sollevato sul “caso italiano” si sarà diradato, si dovrà riconoscere che questo Paese è ingovernabile per le ragioni strutturali di cui mi sono occupato fin qui. 

Contro questa prospettiva sono state sollevate, tra le altre, due principali obiezioni: una esplicita, l’altra meno. Comincio dalla prima. Si pensa che una aggregazione delle regioni padane (resa ovvia dalla omogeneità geo-politica ed economico-sociale) implichi un disinteresse, o addirittura una ostilità per il Meridione e per i suoi tuttora irrisolti problemi. Pensieri di questo genere avrebbero una parvenza di legittimità se la politica fino ad ora sviluppata a livello nazionale nel confronti degli abitanti del Sud italiano, fosse da questi ultimi giudicata complessivamente soddisfacente. Il che non è (come tutti sanno). In tali condizioni i “meridionalisti”, quando insorgono contro il progetto di aggregazione “padana”, hanno tutta l’aria di difendere non gli interessi dei loro rappresentati ad un autonomo sviluppo, ma soltanto le abitudini, i privilegi e le strutture clientelari in cui si è decomposta fin qui la così detta “politica per il Sud”.

Allora il ragionamento da fare è questo: non è forse praticamente più produttivo e formalmente più corretto, chiedere alle Regioni in cui il Meridione attualmente si disarticola di raggrupparsi stabilmente per definire prima e poi gestire, in modo finalmente davvero autonomo, le scelte relative al tipo di avvenire verso cui tendere, tutti insieme, classi dirigenti e popolazioni del Sud?
Considerata la pietosa esperienza dello Stato “nazionale-unitario” - cioè dell’ “ammucchiata”, che, lungi dal contrastare il tradizionale clientelismo, lo ha ad-dirittura esteso al resto del Paese - l’unica esperienza alternativa da tentare è quella costituita dalla consapevole integrazione tra grandi aggregazioni geo-economicamente omogenee: il Nord, il Centro, il Sud (più le due isole autonome). 

E vengo alla seconda obiezione. Si dice: il presidente Fanti (Guido Fanti, allora governatore dell’Emilia Romagna, ndr) ha lanciato l’idea della “Padania” perché i comunisti controllano già - di fatto o in prospettiva - la maggioranza delle Regioni che in quel progetto dovrebbero essere implicate. Può darsi che sia così. Ma non credo affatto che una attesa di questo genere sia destinata a risolversi in un facile trionfo del “modello orientale”. Io sono convinto che l’ “eurocomunismo” (cioè l’espansione verso ovest attraverso sostanziali modificazioni del tipo di assetto economico-politico in vigore all’Est) costituisca uno sviluppo inevitabile. Ma credo anche che si tratterà di una trasformazione faticosa, tormentosa e pericolosa (per tutti: a cominciare dai comunisti): una trasformazio-ne che troverà i suoi momenti decisivi proprio là dove estesi ceti medi, abituati ad un livello di vita continuamente crescente, sembrano pronti a difendere il controllo di una parte dei mezzi di produzione come un diritto originario e non ad accettarlo come una graziosa concessione del potere politico. 

Una situazione sociale di questo genere si ha proprio nel “poligono padano”: non certo nel Sud, dove, se non s’aggrega presto una classe politica locale degna di questo nome e sopra tutto autonoma, l’instaurazione di un regime comunista del tipo bulgaro (tanto per fare un esempio), ad un certo pun-to, potrebbe non essere oggettivamente poi molto difficile. Certo, si tratta di rompere con venerate tradizioni sentimentali; ma io credo davvero che sia ora di pensar meno all’“Italia” (che è un’astrazione) e piuttosto invece agli “Italiani”, che sono una realtà concreta. Del resto nelle buone famiglie di una volta, quando le cose andavano male, che cosa si faceva? Il genitore “responsabilizzava” i figli mandandoli a cercare individualmente quella fortuna che, stando tutti in casa, non avevano saputo o potuto trovare.

lunedì 8 agosto 2011

SPL 2011/2012 | 3^, Aberdeen 0 - 1 Celtic

Anthony Stokes scored the only goal of the game as Celtic overcame stiff Aberdeen resistance to record a second league win that came at a price.

Celtic lost full-back Emilio Izaguirre to a suspected broken ankle after only 15 minutes at Pittodrie. Kris Commons and Aberdeen's Scott Vernon both tested the respective goalkeepers in an exciting first half. Vernon failed to connect in front of goal after the break before Stokes powered in the 74th-minute winner.

And the victory puts Celtic one point clear of Dundee United and St Mirren at the top of the Scottish Premier League - and with a game in hand - after two wins, although Motherwell would leapfrog them all should they defeat Hearts later.

Former Cardiff right-back Adam Matthews had been handed his competitive debut for Celtic in place of the injured Mark Wilson, while Daniel Majstorovic was in for the crocked Glenn Loovens. But it was the Dons rearguard, where the experienced Rory McArdle had replacing Clark Robertson, who were under pressure immediately after kick-off.

A 25-yard Kris Commons drive, pushed comfortably for a corner by on-loan Manchester City goalkeeper David Gonzalez, was the closest they came to making their early pressure tell.
The Dons settled and worked their way into the game, with Darren Mackie's pace worrying Majstorovic. Peter Pawlett was beginning to give Izaguirre a hard time on the Aberdeen right and a fair but tough challenge left the Honduran writhing in pain before being stretchered off.

Pawlett's enthusiasm was dampened moments later when he was shown a yellow card for a late challenge on Izaguirre's replacement, Charlie Mulgrew.
Celtic responded to the loss of last season's player of the year by re-establishing control and Beram Kayal sent a 20-yard drive whizzing over the crossbar as the pressure built once more.

The Dons threatened on the break and Scott Vernon's low effort from 20 yards was beaten away by goalkeeper Lukasz Zaluska.
Aberdeen survived some intense pressure to go in level at half time and it was Ki Sung-Yeung who was first to go close after the break with a glancing header that flew a yard wide.
Vernon missed an opportunity at the other end when strike partner Mackie flashed a ball across the face of goal and the Englishman failed to connect under pressure from Kelvin Wilson.

A mistake by Richard Foster led to Celtic's breakthrough when the Aberdeen captain was dispossessed by Commons.
Stokes played it wide to the Scotland winger, whose return ball into the middle was blasted low into the net from 14 yards by the Irishman.
Gonzalez did well to save with his legs as Celtic substitute James Forrest was put clear behind the defence, but one goal was enough to give the Glasgow side a win they just about deserved.


Sunday, 7 August 2011
Scottish Premier
Aberdeen 0-1 Celtic FT
                          Stokes 74'

giovedì 28 luglio 2011

DIVERSITA'

 Il Pd non è un partito che prende tangenti, semmai le riceve.

citazione di JENA@lastampa.it

martedì 26 luglio 2011

SPL 2011/2012 | 1^, Hibernian 0 - 2 Celtic

Celtic opened their Scottish Premier League account with a solid three points against Hibernian at a sun-drenched Easter Road.
Hibernian and Celtic playersAnthony Stokes capitalised on an error by Hibs goalkeeper Graham Stack to fire Celtic in front after 14 minutes.
Ki Sung-Yueng's low left-foot strike doubled the visitors' advantage after the break.

Stack atoned for his earlier mistake when he saved Gary Hooper's penalty but Hibs were rarely in the match.
The home side pressed in the opening 10 minutes but their delivery let them down and Celtic soon found themselves in front when Stack was caught out at a free-kick.

The keeper came off his line to collect Kris Commons's deep delivery but allowed the ball to slip through his grasp and, after the ball had fallen at the feet of Stokes, the striker found the back of the net from a tight angle.

The visitors had the ball in the net again minutes later when Mark Wilson, captaining the side in the absence of the suspended Scott Brown, stabbed the ball past Stack but the offside flag had been raised against the defender, although television replays suggested he was onside.
Hibs rallied and the physical presence of Garry O'Connor and the pace of Ivan Sproule - both beginning their second spells at Easter Road - combined to create an opening for David Wotherspoon but the midfielder could not get into the danger area in time to meet the cross.

Sproule almost got through the visiting defence early in the second half when he chased a long ball but Celtic debutant Kelvin Wilson averted the danger and Sproule's claims he was fouled were not rewarded.
Celtic stretched their lead on 63 minutes when Ki collected Stokes's pass about 25 yards from goal and leisurely slotted the ball past Stack.
The hosts looked for a quick reply and O'Connor should have done better when found by Sproule's cross, the striker missing his kick altogether.

Sproule fouled Emilio Izaguirre on the left-hand edge of the box to give Celtic a chance at a third goal but Hooper's spot-kick was well saved on to the post by Stack, who made sure the rebound was not pounced upon by an opponent.
However, the keeper's intervention failed to ignite a Hibs comeback and Ki sent a rasping drive over in the closing stages.

Sunday, 24 July 2011

Scottish Premier


Home Team Score Away Team Time
Hibernian 0-2 Celtic FT
(HT 0-1)
    • Stokes 14
    • Ki Sung-Yeung 63

    lunedì 25 luglio 2011

    ¡Glorioso Uruguay, campeón de América por decimoquinta vez en historia!

    La historia volvió a repetirse una vez más. Uruguay Campeón de América, festejando en el estadio Monumental, como en 1987. Uruguay que no ni no, Uruguay viejo nomás, Uruguay arriba hoy más que nunca.Con un soberbio 3-0, derrotó a Paraguay a estadio lleno y quedó como la selección más campeona del torneo en la historia. Diego Forlán, ese emblemático capitán, en dos oportunidades y Luis Suárez, elegido el Mejor Jugador de la Copa, marcaron los goles para el delirio de los más de 10 mil hinchas celestes que vinieron a alentar a sus jugadores.

    Los dirigidos por Óscar Tabárez llegaban como claros favorito a la cita final, ante Paraguay, y no defraudaron. Asumieron el rol de protagonistas casi desde el inicio, con la primera jugada de peligro al minuto dos, que terminó en un peligroso cabezazo de Lugano, capitán celeste, apenas desviado, en medio de una marea de manos y piernas. Así de entrada, quedaron planteados los roles: Uruguay atacando y Paraguay tratando de aguantar y ver un hueco con esperanza de ataque. pronto Justo Villar empezó otra tarde de figura, de salvador de su equipo, pero no tuvo esta tarde la fortuna como contra Brasil y Venezuela.

    Fue de los pies de Luis Suárez, que roto siempre con Forlán adelante, que Uruguay empezó a edificar este nuevo título. Captó un rebote de Ortigoza, de tarde poco feliz, y tras superar a Verón, remató arriba, rebote mediante del propio Verón, para terminar en el ángulo superior izquierdo del arco de Villar. Locura, desde el banco de suplente hasta las tribunas más altas. El partido tenía sabor a definido. Pero Uruguay quería más. Suárez encabezó cada ataque celeste, ante la pasividad paraguaya, que no podían salir de su área, y mucho menos, armar un ataque serio. Sólo Haedo sobresalía entre tanta monotonía.

    El pleito quedó sentenciado con el primer gol de Diego Forlán. Aprovechó una gran asistencia y remató cruzado al fondo de la red, ante la mirada de Villar, que nada pudo hacer. Ahora sí, Uruguay era casi campeón, y hasta el maestro Tabárez lo festejó.

    El segundo tiempo estuvo casi de más. Casi. Martino movió algunas piezas y Paraguay presionó durante los primeros 10 minutos y hasta tuvo la chances más clara, en los pies de Haedo, cuando un remate suyo pareció vencer a Muslera, quien pudo raspar el balón y este a su vez dio en el travesaño, evitando el descuento. De allí en más, cosas se tranquilizaron y Uruguay controló el partido, de contragolpe, bien plantado abajo, esperando poder clavar alguna estocada más. Y llegó. Forlán nuevamente, protagonizó una contra y definió en gran forma ante la salida de Villar, para redondear un 3-0 con sabor a justicia.

    Uruguay era Campeón de América una vez más. La gran actuación en el Mundial quedó ratificada en Argentina 2011 y ahora disputará la Copa FIFA Confederaciones en Brasil 2013. Festeja el pueblo charrúa, festeja Sudamérica también. Uruguay es un gran campeón.

    URUGUAI 3 X 0 PARAGUAI

    Estadio: Estadio Antonio Vespucio Liberti, Buenos Aires, Argentina;
    Arbitro: Salvio Fagundes Filho (BRA); 
    Goles: Luis Suárez (11’), Diego Forlán (41’) y (89’) (Uruguay); 
    Amonestados: Diego Pérez (24’), Martín Cáceres (25’), Maxi Pereira (29’), Sebastian Coates (85’) (Uruguay); Victor Cáceres (17’), Enrique Vera (57’) (Paraguay).

    URUGUAY: 1- Fernando Muslera, 16- Maxi Pereira, 2- Diego Lugano, 4- Sebastian Coates, 22- Martín Cáceres (3-Diego Godín, 88’), 15- Diego Pérez (8-Sebastián Eguren, 70’), 17- Arévalo Ríos, 20- Álvaro González, 11- Álvaro Pereira (21-Edinson Cavani, 63’), 10- Diego Forlán y 9- Luis Suárez. DT: Oscar Tabárez.

    PARAGUAY: 1- Justo Villar, 3- Iván Piris, 14- Paulo da Silva, 2- Dário Veron, 4- Elvis Marecos, 20- Néstor Ortigoza, 16- Cristian Riveros, 15- Victor Cáceres (23-Hernán Pérez, 64’), 13- Enrique Vera (21-Marcelo Estigarribia, 64’), 18- Haedo Valdez y 7- Pablo Zeballos (19-Lucas Barrios, 76’). DT: Gerardo Martino.