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giovedì 27 febbraio 2014

#SALVAROMA | storia di uno spreco "capitale"


SALVA ROMA, Marino: il PD è con me, vorrebbero invadere la città, "Io dico no, siamo responsabili".

Roma, 27 feb. (TMNews) - "Nel Pd non sono distratti" sulla questione del decreto Salva Roma: "Moltissimi del partito mi stanno chiamando e vorrebbero, e sono io che dico di avere un atteggiamento responsabile, invadere la città con manifestazioni di massa. Alcuni suggeriscono di parcheggiare tutti gli autobus Atac a tempo indeterminato nelle strade centrali della città e lasciarli lì senza gasolio. Io dico no, siamo responsabili".
Lo ha detto a Radio Radio il sindaco di Roma Ignazio Marino.
"Il Pd e il suo popolo è tutto con me: chi ha danneggiato Roma e la nazione sono la Lega e il M5S. Hanno in sfregio la capitale del nostro Paese", ha concluso Marino.

Questa una "pacata" e "responsabile" dichiarazione di un sindaco che non ci capacita di come per l'ennesima volta in parlamento non sia passato un provvedimento "marchetta" per tappare i buchi della sua malagestione.

IL MAXI BUCO di Roma rischiava di ricadere sulla collettività e affossare definitivamente il Paese se fosse stato approvato il decreto definito "Salva Roma" nel quale ballavano circa 485 milioni di euro destinati alle casse della Capitale. Una cifra gigantesca per lo stato comatoso dei conti pubblici, ma una goccia nel mare se si guardano bene i bilanci dell’amministrazione guidata da Ignazio Marino. Per riportare la situazione in pareggio ci vorrebbero infatti almeno sedici miliardi di euro (creati nel corso delle amministrazioni Rutelli, Veltroni, Alemanno ed in ultimo Marino stesso)

PER CAPIRE come è strutturato questo buco, è necessario tornare al 2008. Il sindaco Gianni Alemanno decise di evitare il fallimento, adottando una soluzione creativa: mettere tutto il debito in mano a una amministrazione commissariale (una specie di "bad company" di quelle che vanno di moda nel settore bancario) e «liberare» il bilancio ordinario del Campidoglio. A questo debito storico via via cresciuto e arrivato adesso a 14,9 miliardi va sommato il debito della gestione ordinaria che, nel giro di pochi anni, è tornato su livelli di guardia.
I conti li ha fatti l’agenzia di rating Fitch: prima si è scesi dagli 1,1 miliardi del 2009 ai 605 milioni del 2010, salvo poi risalire a 1,2 miliardi a fine 2013. In totale, circa sedici miliardi tra passato e presente.


I MOTIVI di questa perdita strutturale sono parecchi. Ci sono gli affitti delle sedi istituzionali pagati a carissimo prezzo. Ci sono i 43mila alloggi di proprietà comunale che rendono mediamente 52 euro.
I dipendenti tra municipalizzate e dipendenti diretti sono circa 62mila (la Regione Lombardia ne ha poco più di tremila). In Italia la quota di dipendenti comunali pro-capite è di 7,59 ogni mille abitanti, a Roma sono 9,10.
C’è poi il capitolo delle municipalizzate. Atac, la società che gestisce il trasporto pubblico, non ha mai chiuso un bilancio in attivo negli ultimi dieci anni. Ama (rifiuti), ha poco meno di 8mila dipendenti con una tendenza da record all’assenteismo: ogni giorno ne restano a casa un migliaio. E, poi, ci sono gli scandali. Solo negli ultimi anni c’è stata la parentopoli, che avrebbe portato migliaia di assunzioni nelle municipalizzate, i biglietti clonati, i rifiuti e le discariche.

E SE ANCHE in passato ci sono state altre operazioni di salvataggio per comuni dissestati, mai si era arrivati a queste cifre. Il pacchetto più pesante di aiuti, negli ultimi anni, è stato deliberato a favore della Regione Lazio nel 2006: circa dieci miliardi di euro, ma si trattava di prestiti a tasso zero. Sul piatto dal governo Monti per la Regione Sicilia sono invece arrivati 400 milioni. Nel 2008, poi, il Comune di Catania ha incassato un assegno da 140 milioni di euro. E, pochi mesi fa, il Comune di Napoli si è salvato (almeno per ora) grazie a 220 milioni di finanziamento statale, che si sono sommati a 297 milioni della Cassa depositi e prestiti

Tutti, inesorabilmente, a carico della collettività e nessuno di questi destinato ad amministrazioni a Nord della linea Gotica...

lunedì 24 settembre 2012

Comunicato Stampa | LEGA NORD: dalla Giunta Bonaldi uno spreco facile per le cittadinanze veloci.

CREMA, 24 settembre 2012 – In merito alla decisione della Giunta Bonaldi di destinare la somma di 3.000 euro a finanziare il progetto “l’Italia sono anch’io”, volta a promuovere la cittadinanza facile per i figli di immigrati, la Lega Nord di Crema contesta come ancora una volta un’amministrazione di sinistra preferisca impiegare soldi pubblici a favore di una campagna “politica”, portata avanti da anni in parlamento e fuori, piuttosto che impiegarli per i bisogni della città.

In un periodo di forti tagli ai trasferimenti di denaro verso gli enti locali portata avanti dal Governo Monti e di difficoltà degli stessi a sostenere le spese per il mantenimento dei servizi primari ai cittadini, situazione per altro più volte denunciata dalla stessa giunta, appare incomprensibile come si possa destinare una tale somma all’organizzazione di un evento che non porterà alcun concreto beneficio ai cittadini cremaschi.

Entrando nel merito della campagna in oggetto, cui la giunta ha dato la propria adesione, la Lega Nord ritiene che la cittadinanza non deve essere lo strumento per agevolare l’integrazione ma, al contrario, il provvedimento finale di un reale processo di inserimento del soggetto nella realtà sociale in cui vive.

Da tempo, e ciclicamente, nella politica italiana si apre il dibattito sulle modalità di concessione della cittadinanza ai cittadini stranieri presenti sul nostro territorio, in particolare vengono avanzate proposte o di abbreviazione dei termini a favore dei residenti extra-comunitari o di adozione del principio dello “ius soli” per i bambini stranieri nati in Italia a fronte del principio dello “ius sanguinis”.

Nella scelta tra i due criteri non si può prescindere da valutazioni sia di carattere puramente giuridico che storico-sociale. La Costituzione italiana pone nell’istituto della cittadinanza uno dei suoi cardini fondamentali, investendolo di un forte valore simbolico e rappresentandolo in stretto legame con il diritto di voto, il più importante diritto politico del nostro ordinamento, la Costituzione all’art. 48 conferisce espressamente ed unicamente ai soli cittadini il diritto di voto, senza distinguere tra voto politico e voto amministrativo.

Pretestuose, e per nulla pertinenti con il problema del diritto di voto, sono i rilievi per cui debba esservi connessione tra il lavorare, pagare le tasse e il votare per le elezioni locali. Le tasse vengono infatti utilizzate per finanziare tutti quei servizi (sanità, scuola, ecc) di cui gli extracomunitari usufruiscono. Dunque tali adempimenti servono solo a coprire gli inevitabili costi dati dal fenomeno immigratorio che, allo stato attuale, sono per ora soprattutto a carico delle Comunità e dei cittadini.

L’integrazione, mezzo per il raggiungimento della cittadinanza e non il suo contrario, presuppone necessariamente da parte dell’immigrato la ferma volontà non solo di rispettare le leggi vigenti, le regole nonché le tradizioni del paese ospitante ma anche di farle proprie.

A tutela di quello che è il nostro patrimonio non solo giuridico ma anche sociale, la Lega Nord ha sempre espresso contrarietà a qualunque modifica normativa che possa condurre alla c.d. “cittadinanza facile”.

LEGA NORD | Sezione di Crema

domenica 25 aprile 2010

25 APRILE - Le celebrazioni a Crema.

Come ogni anno si sono svolte questa mattina a Crema le celebrazioni per l'anniversario della Liberazione, giunta al suo 65° "compleanno. Per la prima volta vi ho preso parte in rappresentanza dell'amministrazione provinciale (con tanto di fascia blu con frangie gialle :-).

Tutto si è svolto in maniera tranquilla.
Breve corteo verso la chiesa di San Bernardino, messa celebrata da Don Emilio, deposizione della corona commemorativa alla lapide dei caduti e per finire i discorsi del Sindaco e del rappresentante dell'anpi. Sulle parole pronunciate nei due discorsi nulla da dire se non esprimere una consivisione, soprattutto quello di Bruno.
Verso il finale ecco però l'inciampo dell'anpi... con la solita stumentalizzazione e mala informazione eccolo attaccare la giunta provinciale per la questione dei viaggi della memoria.

Detto che la decisione che abbiamo preso è corretta, doverosa e ben volentieri la rifaremmo, è bene fare un pò di chiarezza sulla questione.

Per farlo riporto di seguito uno scritto dell'assessore Silvia Schiavi che enuncia molto bene come i fondi che dovevano andare ad agevolare gli studenti venivano usati per altro...

Del resto, che a nostri amici della passata amministrazione piacesse viaggiare è cosa nota, i fondi regionali e provinciali mica andavano agli studenti. I numeri sono scritti nei bilanci, quando è scoppiato lo scandalo gli amici consiglieri provinciali dal PD hanno chiesto le pagine del bilancio, gliele abbiamo date, e si son guardati bene dal pubblicarle per smentire i nostri numeri e non hanno avuto mai il coraggio di aprire la discussione in consiglio provinciale.

I numeri sono questi:
Dal 2005 al 2009: la Regione ha stanziato 250mila euro, la Provincia 104mila, L’Europa 8mila, Fondazione Cariplo 25mila per un totale di 390mila.

Sono stati spesi così:
- più di ¼: 100mila sono andati come stipendio della Presidentessa del Comitato per la Difesa della Democrazia e di una sua collaboratrice;
- 26mila sono andati all’APIC (quella che ha fatto 4 milioni di buco organizzando mostre sui dinosauri);
- un altro 100mila per “altri costi” tipo: pasti degli organizzatori (800euro alla volta), hotel, taxi (anche non nella lista dei fornitori autorizzati x viaggi di Cremona-Milano 320 euro), prestazioni di lavoro occasionali, stampe, e naturalmente omaggi: come i due violini in argento andati al comune di Caen in Normandia.

Insomma per i viaggi della memoria veri ne rimanevano 170mila (dei 390mila) ma neanche questi andavano tutti ai ragazzi.

Le spese includono:
2007 Normandia: Delegazione di 7 persone, camere singole, Presidente, addetto stampa, 4 giornalisti e l’autista: doveva guidare il pulmino che usavano per spostarsi, loro non stavano coi ragazzi
2007 Limoges, Le Mans, Caen, Dijone: Presidente del consiglio + 3 consiglieri
2007 non c’è 2 senza 3 : Varsavia
2008 Cefalonia: 3 consiglieri e stavolta l’autorità viaggia in aereo
2008 Corfù:
2009 Strasburgo: vanno in 7 :il Presidente, un suo assessore, il vicepresidente del consiglio e un consigliere (uno 4 notti) + un consigliere ci aggiunge anche un viaggio preliminare per organizzare
2005 Berlino e dintorni, Cracovia : 3 consiglieri 15gg

QUESTI SONO GLI SPRECHI CHE ABBIAMO TAGLIATO E CHE CONTINUEREMO A TAGLIARE!!!
SENZA NESSUNA "PARTIGIANERIA"!!!

dimenticavo...

come ogni anno non poteva mancare la preziosa presenza di insetti in Piazza Duomo che meriterebbero di fare dei bei viaggi in giro per il mondo... KOREA, CUBA, ecc.
sarebbe per loro molto istruttivo...