venerdì 2 novembre 2018

CATALUNYA | la repressione dei tribunali "franchisti", sotto un governo "socialista ", continua...


Nel mentre, in lungo e in largo per l'italica penisola, è un pullulare di allarmi sul rinascente "fassismo", nella democratica Spagna, retta da un governo socialista, la lunga mano del "FRANSCHISMO" continua nella sua opera di persecuzione e repressione delle libertà.
ANSA - MADRID - La Procura spagnola ha sollecitato una pena a 25 anni di carcere per il presidente di Esquerra Republicana de Catalunya (ErC), Oriol Junqueras, per la sfida culminata con la dichiarazione unilaterale di indipendenza catalana del 27 ottobre 2017, che include il reato di "ribellione". Dopo un anno di istruttoria, il Pubblico Ministero ha presentato oggi le richieste di condanne, che vanno da 25 anni per l'ex vicepresidente della Generalitat, Junqueras, a 16 anni di carcere per i cinque ex 'conseller' Jordi Turull, Raul Romeva, Joaquim Forn, Dolors Bassa e Josep Rull.
Per i leader di Omnium Cultural e dell'Assemblea Nazionale Catalana, Jordi Cuixart e Jordi Sanchez, la Procura chiede condanne a 17 anni di carcere - e 17 anni di interdizione dai pubblici uffici - così come per la ex presidente del Parlamento catalano Carme Forcadell. Sono tutti accusati di "ribellione", un reato punibile fino a 30 anni di reclusione. Per i tre ex 'conseller' attualmente a piede libero, Carles Mundó, Maritxell Borrás e Santiago Vila, le richieste scendono a 7 anni di carcere, essendo loro contestato solo il reato di malversazione.
Nell'argomentare le richieste di condanne, il Pubblico Ministero ritiene gli accusati responsabili di una strategia pianificata per ottenere l'indipendenza della Catalogna come nuovo Stato in forma di repubblica, separandola dalla Spagna, mediante un'azione combinata e sincronizzata su tre pilastri, parlamentare, esecutivo e sociale. "L'azione degli accusati - è detto nell'atto depositato dalla pubblica accusa - mirava a estromettere l'applicazione della legalità costituzionale e statutaria e a impedire l'esecuzione delle risoluzioni amministrative e giudiziarie dettate a suo sostegno, per raggiungere come obiettivo ultimo - con proprie leggi e una propria struttura di Stato - la dichiarazione di indipendenza di questa parte del territorio nazionale e obbligare lo Stato ad accettarne la separazione". Una finalità, osserva il Pubblico Ministero, "che sono stati sul punto di raggiungere con gli atti delittuosi eseguiti, ponendo così in grave pericolo l'ordine costituzionale".
Complessivamente sono 18 le persone rinviate a giudizio, delle quali 9 detenute da un anno in carcere preventivo. I leader indipendentisti andranno alla sbarra accusati anche di malversazione di fondi pubblici, per la celebrazione del referendum indipendentista indetto per il 1º ottobre 2017, dichiarato illegale dalla Giustizia spagnola. Nell'istruttoria dell'alto tribunale dell'Audiencia Nacional, la Procura sollecita 11 anni di carcere per l'ex maggiore dei Mossos d'Esquadra, Josep Lluis Trapero, a sua volta accusato di un presunto reato di ribellione.
Le richieste della pubblica accusa giungono in contemporanea alla decisione dell'Avvocatura dello Stato, dipendente dal ministero di Giustizia e parte lesa, di contestare ai leader indipendentisti solo i reati di sedizione, che prevede pene fino a 15 anni di carcere, e malversazione di fondi pubblici, e non di ribellione. Un diverso orientamento che i partiti all'opposizione, il Partido Popular e Ciudadanos, attribuiscono a "opportunismo politico" del governo socialista minoritario del premier Pedro Sanchez. In dichiarazioni ai media, il presidente del Pp, Pablo Casado, ha accusato Sanchez di "concedere un indulto ai golpisti" e di pagare un prezzo in cambio del decisivo voto sulla Finanziaria dei partiti indipendentisti. E' previsto che il processo cominci a metà gennaio, per arrivare in primavera alla fase dibattimentale, anche se le sentenze non saranno emesse fino a giugno, perché il tribunale non vuole interferire con le elezioni municipali ed europee previste per maggio 2019, informano fonti giuridiche citate dai media.