venerdì 20 gennaio 2017
Maturità, in Puglia record di lodi Tre volte più che in Lombardia
Sono 934 i diplomati con lode in Puglia, solo 300 in Lombardia. Boom di lodi anche in Campania e Sicilia. Eppure i dati Ocse dicono che i quindicenni delle regioni meridionali sono quelli con le performance più basse, mentre al Nord ci sono i risultati migliori.
Un diplomato con lode su cinque in Italia vive in Puglia: anche quest’anno sono gli studenti del Sud a fare incetta dei voti più alti alla maturità, facendo impallidire i risultati degli studenti del Nord. In barba alle classifiche dell’Ocse, che dicono che il Sud arranca in fondo alla classifica delle competenze in matematica e italiano degli allievi 15enni, sono stati 934 i diplomati con lode in Puglia, il 2,6% del totale, un record sui 5.133 di tutta Italia, e 146 in più rispetto allo scorso anno, quando già la regione aveva conquistato il primato della più «encomiata». E anche Campania e Sicilia mantengono le loro posizioni, con rispettivamente 713 (erano 455 lo scorso anno) e 500 (372 nel 2015) diplomati con il massimo dei voti.
Le lodi al Sud e al Nord
Un boom di 100 e lode che non si registra in altre regioni, soprattutto non al Nord: in Lombardia solo in 300 sono riusciti a conquistare l’encomio, meno di un terzo degli studenti pugliesi; in Emilia Romagna sono stati leggermente di più, 328, ma sempre meno della Calabria, dove 334 ragazzi si sono licenziati col premio più alto. Mentre le prove Invalsi dicono che al secondo anno gli studenti del Nord ottengono punteggi mediamente superiori alla media italiana sia in italiano che in matematica, la mappa dei voti al diploma smentisce: in Veneto sono stati 276 i superbravi, in Piemonte 225, in Toscana 222, in Liguria appena 87, fino ad arrivare al minimo dei 24 lodati nella provincia autonoma di Trento. Cioè la stessa area geografica dove gli studenti di seconda classe, negli ultimi test per valutare le competenze di italiano e matematica, hanno avuto i migliori risultati in assoluto. Mentre la Sardegna, dove alle prove Invalsi di matematica i ragazzini hanno fatto peggio di tutti gli altri studenti italiani, ha comunque conquistato un bottino di 100 maturati col massimo dei voti.
Voti più alti, meno bocciati
Vero è che i 100 e lode sono aumentati in tutta Italia (+1,1%), e che i voti in generale sono aumentati in tutta Italia, con i 100 passati dal 4,9% al 5,1%, e i risultati più bassi diminuiti (i 60, per dire, sono passati dall’8,6% all’8%). Segno di un miglioramento generale delle performance degli studenti, soprattutto nei licei — dove l’1,9% ha preso la lode e il 7,3% il 100 — ma anche nei Tecnici e nei Professionali, dove aumentano i 100 e i voti sopra il 70. Ma gli scrutini degli studenti del Sud, aree dove secondo l’Ocse gli apprendimenti sono vicini a quelli della Turchia, surclassano quelli del Nord, che insegue la Finlandia.
Il premio al Sud?
La questione non è solo politica, ma anche economica. Dieci anni fa fu introdotto un premio in denaro per i maturati con lode: un assegno ministeriale di mille euro, tagliato poi a circa 600. Agli studenti del Sud viene dato un «aiutino»? «I nostri ragazzi sono davvero bravi — nega Salvatore Giuliano, preside dell’istituto Majorana di Brindisi, con 29 “lodati” —. Anzi, ho notato una particolare severità nelle commissioni: chi aveva 25 punti di credito e la media più alta del 9 non ha avuto la lode». E com’è possibile che a 15 anni i ragazzi siano scarsi e poi diventino geni? «Le statistiche verificano solo italiano e matematica — rivendica Giuliano — e poi quella è l’età critica, in cui c’è la percentuale più alta di bocciati e rimandati. Dopo, chi supera lo scoglio emerge». Eppure la Puglia risulta anche la regione con più promossi d’Italia (75,6%), subito dopo l’Umbria (75,7%) e prima della Calabria (74,5%).
«Al Nord siamo rigorosi»
I prof del Sud meno severi? «Non credo — replica Patrizia Grima, che insegna latino e greco del classico Flacco di Bari —. L’eccellenza parte da lontano, e quando i ragazzi studiano seriamente è importante che ci sia chi lo riconosce e lo valorizza». Questione di diversità di sistema? «Non conosco quello del Sud- spiega Chiara Fornaro, vicepreside del D’Azeglio di Torino- ma il nostro è sicuramente rigoroso e mette gli studenti alla prova, preparandoli alle difficoltà che incontreranno».
Articolo tratto da www.corriere.it
mercoledì 18 gennaio 2017
lunedì 16 gennaio 2017
STORIE ITAGLIANE | Saviano con obbligo d'acquisto
In un primo momento ho pensato fosse un fake come tanti, come ipotizzato dall'amico Gianluca Pini, poi è saltata fuori la conferma dell'originalità di questa circolare che si poteva trovare (oggi è stata tolta solo dopo che il bubbone è scoppiato...) sul sito dell'istituto in questione: www.liceoclassicoforli.gov.it
Che una scuola informi gli studenti della presenza in città, in questo caso a Forlì, di uno scrittore per poi organizzare un incontro con lo stesso è cosa non nuova che non sarebbe nemmeno una notizia.
Quello che suona molto male è OBBLIGARE gli studenti all'acquisto del libro. Robe da MINCULPOP...
Mi auguro che il tutto sia avvenuto all'insaputa di Saviano e dei suoi collaboratori, in caso contrario se ne dovrebbe vergognare.
Quanto al dirigente scolastico che ha redatto e firmato la circolare un bel periodo a pulire i cessi della sua scuola non gli farebbe male...
Che una scuola informi gli studenti della presenza in città, in questo caso a Forlì, di uno scrittore per poi organizzare un incontro con lo stesso è cosa non nuova che non sarebbe nemmeno una notizia.
Quello che suona molto male è OBBLIGARE gli studenti all'acquisto del libro. Robe da MINCULPOP...
Mi auguro che il tutto sia avvenuto all'insaputa di Saviano e dei suoi collaboratori, in caso contrario se ne dovrebbe vergognare.
Quanto al dirigente scolastico che ha redatto e firmato la circolare un bel periodo a pulire i cessi della sua scuola non gli farebbe male...
giovedì 29 dicembre 2016
Crema | ultimi "successi" di fine 2016...
Anche in quest'ultimo scorcio di 2016 proseguono i grandi successi della Giunta Bonaldi...

"Prima il rinvio. Poi il responso definitivo: il progetto ciclopedonale di Santa Maria, progettato dall'Amministrazione Bonaldi insieme alla riqualificazione dell'area della stazione, non potrà essere realizzato. Per ottenere i finanziamenti europei, erogati tramite Regione Lombardia, il progetto avrebbe dovuto essere realizzato entro il 2020. E dal momento che il nuovo cronoprogramma messo a punto dal Comune prevedeva una conclusione lavori al 2021, i finanziamenti non possono arrivare, e pertanto il progetto non si farà."
Ricapitolando...
Nei 10 anni di Ceravolo hanno fantasticato sul progetto del sotto passo (per le auto).
Nei 5 di Bruttomesso, nonostante qualcuno li abbia passati fantasticando sul sovrappasso con abbassamento della ferrovia
, si è realizzato il sotto passo di Via Indipendenza (grazie ai quei rompicoglioni dei leghisti
).Questi ultimi 5 della Bonaldi hanno prodotto un misero progettino di sotto passo (solo per biciclette) ormai rimandato alle calende greche...
Meglio sorvolare sugli annunci di un prossimo progetto per realizzare quello per le auto, sempre a Santa Maria, il cui olezzo di pietanza avariata già impregna la campagna elettorale...

Meditate gente, meditate...
mercoledì 28 dicembre 2016
Süd-Tirol Ist Nicht Italien!
Diritto all'Autodeterminazione dei PopoliPrincipio in base al quale i popoli hanno diritto di scegliere liberamente il proprio sistema di governo (autodeterminazione interna) e di essere liberi da ogni dominazione esterna, in particolare dal dominio coloniale (autodeterminazione esterna). Proposto durante la Rivoluzione francese e poi sostenuto, con diverse accezioni, da statisti quali Wilson e altri, tale principio implica la considerazione dei diritti dei popoli, in contrapposizione a quella degli Stati intesi come apparati di governo (Stato. Diritto internazionale). In tal senso, si pone potenzialmente in conflitto con la concezione tradizionale della sovranità statale; la sua attuazione deve inoltre essere contemperata con il principio dell’integrità territoriale degli Stati.
Affermato nella Carta Atlantica (14 agosto 1941) e nella Carta delle Nazioni Unite (26 giugno 1945; art. 1, par. 2 e 55), il principio di autodeterminazione dei popoli è ribadito nella Dichiarazione dell’Assemblea generale sull'indipendenza dei popoli coloniali (1960); nei Patti sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali (1966); nella Dichiarazione di principi sulle relazioni amichevoli tra Stati, adottata dall'Assemblea generale nel 1970, che raccomanda agli Stati membri dell’ONU di astenersi da azioni di forza volte a contrastare la realizzazione del principio di autodeterminazione e riconosce ai popoli il diritto di resistere, anche con il sostegno di altri Stati e delle Nazioni Unite, ad atti di violenza che possano precluderne l’attuazione.
Nel diritto internazionale, l’affermazione dell’autodeterminazione dei popoli – frutto di un processo graduale a lungo contrastato dai paesi occidentali e fortemente collegato, nella prassi, alla fortunata azione dell’ONU a favore della completa decolonizzazione – è ormai acquisita sul piano consuetudinario limitatamente al divieto di tre specifiche fattispecie, qualificate come crimini internazionali: la dominazione coloniale, l’occupazione straniera e i regimi di segregazione razziale (apartheid) o altrimenti gravemente lesivi di diritti umani fondamentali.
lunedì 26 dicembre 2016
"PARASSITI" FORESTALI
Puntiali come solo gli svizzeri sanno essere, ma di rossocrociato non hanno nulla, anche con l'avvicinarsi delle scadenze di fine anno arrivano da Roma le ennesime nefaste notizie circa sprechi, assistenzialismo e clientele che proseguono indisturbate nelle terre un tempo borboniche.
Titola il Corriere della Sera per introdurre un articolo a firma di Gian Antonio Stella, che inizia così:La Regione Calabria ha 5.887 forestali stabili contro i 277 (ventuno volte di meno) del Veneto, dove il costo (tutto compreso, anche i 347 «stagionali») è di 21 milioni di euro netti contro i 185 milioni di euro che occorrono per i soli stipendi «forestali».
Uno scandalo non nuovo che il governo Renzi ed il Partito Democratico preseguono indefessi e indisturbati, il tutto alla faccia delle regioni virtuose (sapete bene voi quali...) verso le quali sono annunciati con la legge di stabilità ulteriori e milionari tagli ai trasferimenti.Paletta e secchiello: per mettere in sicurezza la terra più esposta d’Italia al rischio idrogeologico, i «forestali» calabresi sono dotati degli strumenti di un bambino in spiaggia. Basti dire che al suo arrivo, sei mesi fa, il nuovo commissario straordinario trovò un esercito di 5.887 uomini e tre ruspe. Tre. Tutte tre fuori servizio. Chiese una Panda: mancava l’assicurazione. A dispetto di spese per circa duecento milioni. Nascoste in un bilancio intenzionalmente impenetrabile. Dieci volte più pesante di quello dei forestali del Veneto. «Questa volta non ci saranno picchetti e occupazioni. Il governo Renzi, grazie al presidente Oliverio e alla delegazione parlamentare PD, ha inserito in legge di Stabilità 50 milioni per lavori socialmente utili (per foraggiare clientele elettorali aggiungiamo noi) e 130 per i forestali!», esulta sul suo blog la deputata Enza Bruno Bossio, «Avanti sulla strada dei diritti!».
Quanto ai soggetti che "beneficiano" di questo ennesimo spreco di denaro il compianto Gianfranco Miglio aveva dato una definizione decisamente condivisibile: "PARASSITI".
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