CREMA, 8 aprile 2011 – In merito al documento unitario, redatto dalle associazioni di categoria cremasche e provinciale, relativo all’evolversi della vicenda della BCC di Offanengo per la quale si prospetta una fusione con Treviglio, prende posizione Matteo Soccini nella sua veste di Assessore allo Sviluppo Economico della Provincia di Cremona.
“Con vivo interesse ed attenzione ho letto il documento sottoscritto dalle associazioni di categoria sulla prospettive future della BCC di Offanengo – afferma l’Assessore Soccini che prosegue – Il giudizio che ne segue è di totale e convinta condivisione e sostegno alla precisa richiesta che sia mantenuto e sviluppato il principio della territorialità dell’istituto; questo soprattutto in una fase congiunturale come quella che stiamo vivendo da alcuni anni, per il superamento della quale l’impegno e la presenza delle banche locali diviene fondamentale.”
Conclude l’esponente leghista: “Nel corso del mandato come assessore provinciale ho potuto constatare direttamente l’apporto che gli istituti del nostro territorio forniscono in molti ambiti, non ultime le loro presenze in Reindustria, CremaRicerche e ACSU Crema.
Nel pieno rispetto dell’autonomia e indipendenza degli organi decisionali che dovranno esprimersi sulla vicenda, esprimo l’auspicio che nel formulare importanti decisioni i principi contenuto nel documento delle associazioni economiche trovino accoglimento”.
venerdì 8 aprile 2011
Mozione sulla questione "CASERME"
Tra un susseguirsi di voci, dichiarazioni, sparate mettiamo un punto fermo.
La mozione approvata dal Consiglio Comunale di Crema che impegna il Sindaco ed anche tutti coloro (tra cui il sottoscritto) che l'hanno votata.
CONSIGLIO COMUNALE di CREMA
Estratto del processo verbale della seduta del 24 marzo 2011
Preso atto
Della manovra finanziaria 2010 approvata recentemente dal Parlamento Italiano;
Considerato che
Tali disposizioni contengono tagli pesanti ai finanziamenti destinati agli Enti Locali e rigide norme stringenti per i Bilanci dei Comuni italiani;
Il Comune di Crema è chiamato ad assumere decisioni di ridimensionamento della propria capacità di spesa e, come pare, anche di incremento delle proprie entrate tramite aumento di tasse e tariffe di competenza comunale;
Rilevato che
In queste condizioni, con le decisioni assunte dallo Stato centrale e di conseguenza con il Bilancio Comunale, è necessario aprire un confronto serio a partire dalla scelta maturata negli anni scorsi di una compartecipazione da parte del Comune di Crema alla realizzazione di nuove strutture deputate ad ospitare la sede del Commissariato di Polizia e dei Vigili del Fuoco;
Non rientra nei doveri di istituto di un Comune impegnarsi economicamente per tali realizzazioni, che devono essere garantite dal Ministero dell’Interno;
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CREMA
Considerate le nuove condizioni dettate dalla Manovra Finanziaria approvata a fine luglio dal Parlamento Italiano e le relative considerazioni espresse in materia, confermando la volontà di garantire la presenza e il potenziamento del distaccamento dei Vigili del Fuoco nella nostra città, nonché di una nuova caserma per la Polizia di Stato;
INVITA IL SINDACO DI CREMA
1. ad aprire nelle commissioni bilancio e patrimonio un confronto in merito a progetti e costi per trovare soluzioni sostenibili e condivise;
2. a portare avanti un serrato confronto con il Ministero dell’Interno per addivenire ad un preciso e formale impegno da parte dello stesso che possa garantire la realizzazione delle strutture in oggetto;
3. ad allargare il dibattito ai Comuni del territorio per trovare una soluzione condivisa dal territorio;
4. a dare corso ad un’azione congiunta a livello istituzionale di tutte le forze presenti in Consiglio Comunale affinché si costituisca una delegazione di tutti i parlamentari del territorio al fine di ottenere dal Ministero dell’Interno la riconferma dell’inserimento del finanziamento della Caserma dei VV.FF. e per la Caserma di Polizia.
La mozione sopra riportata a seguito di votazione palese per alzata di mano ha dato il seguente risultato:
Sono fuori dall’aula i Consiglieri Lopopolo, Guerci, Branchi, Avaldi)
voti favorevoli 19 (tra cui il sottoscritto)
astenuto 1 (Consigliere Pesadori)
MOZIONE APPROVATA
La mozione approvata dal Consiglio Comunale di Crema che impegna il Sindaco ed anche tutti coloro (tra cui il sottoscritto) che l'hanno votata.
CONSIGLIO COMUNALE di CREMA
Estratto del processo verbale della seduta del 24 marzo 2011
Preso atto
Della manovra finanziaria 2010 approvata recentemente dal Parlamento Italiano;
Considerato che
Tali disposizioni contengono tagli pesanti ai finanziamenti destinati agli Enti Locali e rigide norme stringenti per i Bilanci dei Comuni italiani;
Il Comune di Crema è chiamato ad assumere decisioni di ridimensionamento della propria capacità di spesa e, come pare, anche di incremento delle proprie entrate tramite aumento di tasse e tariffe di competenza comunale;
Rilevato che
In queste condizioni, con le decisioni assunte dallo Stato centrale e di conseguenza con il Bilancio Comunale, è necessario aprire un confronto serio a partire dalla scelta maturata negli anni scorsi di una compartecipazione da parte del Comune di Crema alla realizzazione di nuove strutture deputate ad ospitare la sede del Commissariato di Polizia e dei Vigili del Fuoco;
Non rientra nei doveri di istituto di un Comune impegnarsi economicamente per tali realizzazioni, che devono essere garantite dal Ministero dell’Interno;
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CREMA
Considerate le nuove condizioni dettate dalla Manovra Finanziaria approvata a fine luglio dal Parlamento Italiano e le relative considerazioni espresse in materia, confermando la volontà di garantire la presenza e il potenziamento del distaccamento dei Vigili del Fuoco nella nostra città, nonché di una nuova caserma per la Polizia di Stato;
INVITA IL SINDACO DI CREMA
1. ad aprire nelle commissioni bilancio e patrimonio un confronto in merito a progetti e costi per trovare soluzioni sostenibili e condivise;
2. a portare avanti un serrato confronto con il Ministero dell’Interno per addivenire ad un preciso e formale impegno da parte dello stesso che possa garantire la realizzazione delle strutture in oggetto;
3. ad allargare il dibattito ai Comuni del territorio per trovare una soluzione condivisa dal territorio;
4. a dare corso ad un’azione congiunta a livello istituzionale di tutte le forze presenti in Consiglio Comunale affinché si costituisca una delegazione di tutti i parlamentari del territorio al fine di ottenere dal Ministero dell’Interno la riconferma dell’inserimento del finanziamento della Caserma dei VV.FF. e per la Caserma di Polizia.
La mozione sopra riportata a seguito di votazione palese per alzata di mano ha dato il seguente risultato:
Sono fuori dall’aula i Consiglieri Lopopolo, Guerci, Branchi, Avaldi)
voti favorevoli 19 (tra cui il sottoscritto)
astenuto 1 (Consigliere Pesadori)
MOZIONE APPROVATA
sabato 2 aprile 2011
Comunicato Stampa - “SOCCINI (Lega): I comuni in prima file per la tutela dei parchi”.
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| veduta del "Parco del Moso" |
CREMA, 2 aprile 2011 – In settimana è stato presentato in consiglio comunale a Crema un odg dal titolo “PER LA DIFESA DEL RUOLO DEI COMUNI NELLE AREE PROTETTE LOMBARDE”, sottoscritto anche dal consigliere della Lega Nord Matteo Soccini che ne spiega le motivazioni.
Conclude il consigliere leghista: “In un momento nel quale sul tavolo amministrativo della città si presentano proposte di forte impatto sul territorio, come ad esempio nuove tangenziali a nord del centro urbano ed insediamenti commerciali all’interno dei confini del Parco del Moso, la mia firma in calce all’odg vuole anche essere un segnale di come tali progetti non riscuotano un mio particolare favore”.
di seguito il testo dell'ordine del giorno:
PER LA DIFESA DEL RUOLO DEI COMUNI NELLE AREE PROTETTE LOMBARDE
Regione Lombardia sta discutendo un Progetto di Legge di modifica della legge regionale 30 novembre 1983, n. 86 e cioè il Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale.
Si tratta di una proposta che va a incidere sulle forme di gestione delle aree protette della nostra regione di cui a nessuno sfugge il ruolo fondamentale di presidio svolto in questi decenni per la conservazione della biodiversità e per uno sviluppo sostenibile dei territorio.
Un ruolo, quello delle aree protette, che oggi avrebbe bisogno di una rivisitazione non prettamente gestionale ma, sopra ogni cosa, di progetto con il passaggio dalla fase “conservativa” alla fase “propositiva” e sostenibile.
Regione Lombardia attraverso la Delibera Regionale 1243 del 1° febbraio 2011 che approva la proposta di modifica della LR 86/1983 intende intervenire sulla forma gestionale dei Parchi lombardi, sulla loro conformazione territoriale, sul ruolo diverso dell’Ente Locale e nella materia pianificatoria.
Soprattutto, la lettura articolata della proposta di legge evidenzia in vari punti del testo che il ruolo della Regione nella gestione delle aree protette è decisamente rafforzato, in controtendenza con i principi del federalismo e della sussidiarietà che in questa materia hanno da sempre caratterizzato le politiche della Regione Lombardia già dal 1983.
Infine, le proposte avanzate sono state valutate da ANCI e UPL inadeguate al tema trattato ed alla situazione attuale ed è in discussione pertanto l’adeguatezza della proposta alle sfide che attendono le aree protette.
Tutto questo premesso
Considerato che le competenze e le esperienze maturate nelle Aree Protette potrebbero guidare approcci innovativi con il coinvolgimento permanente delle comunità locali;
Constatato che l’attuale “modello lombardo” dei parchi istituito con la L.R. n. 86 del 1983, ha saputo fino ad oggi fare storia a livello nazionale, grazie anche al ruolo fondamentale da sempre riconosciuto ai Comuni, veri protagonisti della governance territoriale locale;
Appurato che tale modello ha anticipato le ragioni federaliste, sviluppando il principio di sussidiarietà su cui si basano la Costituzione Italiana, lo Statuto Lombardo e le politiche regionali;
Preso atto inoltre che la maggior parte delle risorse economiche dei parchi lombardi deriva dalla contribuzione degli Enti Locali che ne fanno parte e che in essi si riconoscono;
Visto quanto acclarato nella deliberazione n. 54 del 28 settembre 2010 “Ordine del giorno concernente il Programma Regionale di Sviluppo della IX Legislatura: Centralità dei Comuni nella governance dei Parchi Lombardi” con cui il Consiglio Regionale della Lombardia all’unanimità impegnava la Giunta Regionale a:
- riconoscere, nel compimento dell’azione di semplificazione e riordino normativo a livello regionale in richiamo al PRS, la centralità dei Comuni nella governance dei parchi lombardi, coerentemente con la legislazione statale di principio, promuovendone il protagonismo ed assicurando loro un ruolo determinante e non minoritario;
- garantire, a tutela del territorio, la salvaguardia della consistenza attuale delle aree protette lombarde ed il mantenimento del compito di pianificazione territoriale e paesaggistica delle aree in esso contenute;
IL CONSIGLIO COMUNALE
CHIEDE
Nella predisposizione di una revisione della Legge Regionale n.86 dela 30 novembre 1983, come oggi in discussione:
che vi sia la rinuncia all’idea di centralismo regionale nella gestione delle aree protette riconoscendo invece un rafforzamento del ruolo di Comuni e Province, in una vera strategia di sussidiarietà;
che venga pertanto mantenuto il ruolo forte e decisivo dei Comuni nella gestione delle aree protette e nelle decisioni che riguardano i propri territori;
che non siano modificate se non in forma estensiva le aree di pertinenza delle aree protette attuali;
che venga ribadita l’attuale gerarchia degli strumenti pianificatori, confermando che gli atti di pianificazioni esistenti all’oggi sono già varianti ai piani territoriali di prima formazione.
IMPEGNA
Il Presidente del Consiglio Comunale ad inviare copia dell’ordine del giorno al Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente di Regione Lombardia, ai capigruppo consiliari delle forze politiche presenti in Consiglio Regionale.
venerdì 1 aprile 2011
giovedì 24 marzo 2011
lunedì 21 marzo 2011
Gronda Nord: «non si torna indietro»
di seguito un articolo, pubblicato sul quotidiano "La Provincia" di oggi, a firma di Sebastiano Giordani.
Viabilità. L’assessore provinciale allo Sviluppo economico non ha gradito le dichiarazioni del collega cremasco
Il progetto che fa discutere è quello di un tracciato che, dalla rotonda lungo via Treviglio dove oggi termina la Gronda, proseguirebbe per qualche centinaio di metri sulla provinciale in direzione di Cremosano e poi, appena dopo il distributore di metano, ‘taglierebbe’ nei terreni a destra, supererebbe canale Vacchelli e ferrovia, quindi punterebbe a nord parallelamente ai binari fino ad incrociare l’autostrada BreBeMi nella bassa Bergamasca. Nel corso di una conferenza stampa convocata per altri motivi venerdì in municipio, Beretta ha rivelato di aver già discusso del progetto con diversi sindaci dell’alto Cremasco - peraltro tutti favorevoli al tracciato ipotizzato - e che, a breve, chiederà un confronto in merito anche con la Provincia.
«Non è il massimo - fa notare Soccini con un filo di polemica - che si pensi di interpellare la Provincia solo in un secondo tempo. Beretta ha tutto il diritto di aprire un confronto su quell’ipotesi di prolungamento, ma al tavolo dobbiamo sedere tutti fin da subito. E su quel tavolo va posata una cartina bianca, non già provvista di disegni e soluzioni tracciate da qualcuno». Soccini, insomma, si è sentito scavalcato.
Ma non solo: «Mi auguro che questo non sia il tentativo di forzare la mano per riprendere in mano l’ipotesi di prolungamento ‘alto’ della Gronda a discapito di quello ‘basso’. Quest’ultimo è stato votato dal consiglio comunale di Crema pochi mesi fa ed è inserito nel Pgt in via di approvazione, quindi va realizzato indipendentemente dall’ipotesi di una strada che attraversi tutto l’alto Cremasco fino alla BreBeMi». Insomma: ok a valutare nuovi tracciati, ma quello ‘basso’ - dalla rotonda su via Treviglio fino al raggiungimento di via Caravaggio, attraversando i terreni tra la piscina comunale e la frazione di Santo Stefano - non si tocca.
«Faccio inoltre notare - conclude Soccini - che la soluzione ‘alta’ avrebbe un impatto ambientale non indifferente su Crema ma la nostra città non ne godrebbe dei benefici: quel tracciato, infatti, risulterebbe utile solo per i comuni del circondario come Cremosano e Campagnola Cremasca».
in giallo il tracciato previsto dal PGT di Crema, approvato a fine dicembre 2010; in rosso il "possibile" tracciato alternativo presentato all'epoca da esponenti del Pdl.
Viabilità. L’assessore provinciale allo Sviluppo economico non ha gradito le dichiarazioni del collega cremasco
Soccini ‘avverte’ Beretta: il tracciato basso è inserito nel Pgt
«Patti chiari, amicizia lunga: discutiamo pure del tracciato ‘alto’ della Gronda nord, ma tutti attorno allo stesso tavolo e senza far rientrare dalla finestra ciò che pochi mesi fa è uscito dalla porta». Ha i toni dell’avvertimento la dichiarazione che il leghista Matteo Soccini, assessore provinciale allo Sviluppo Economico, recapita all’assessore comunale ai Lavori Pubblici Simone Beretta. Quest’ultimo, da giorni, spinge per il prolungamento ‘alto’ della Gronda nord, quello che collegherebbe la strada addirittura alla BreBeMi. «Nel Pgt - avverte Soccini - abbiamo votato il tracciato ‘basso’: indietro non si torna».
Il progetto che fa discutere è quello di un tracciato che, dalla rotonda lungo via Treviglio dove oggi termina la Gronda, proseguirebbe per qualche centinaio di metri sulla provinciale in direzione di Cremosano e poi, appena dopo il distributore di metano, ‘taglierebbe’ nei terreni a destra, supererebbe canale Vacchelli e ferrovia, quindi punterebbe a nord parallelamente ai binari fino ad incrociare l’autostrada BreBeMi nella bassa Bergamasca. Nel corso di una conferenza stampa convocata per altri motivi venerdì in municipio, Beretta ha rivelato di aver già discusso del progetto con diversi sindaci dell’alto Cremasco - peraltro tutti favorevoli al tracciato ipotizzato - e che, a breve, chiederà un confronto in merito anche con la Provincia.
«Non è il massimo - fa notare Soccini con un filo di polemica - che si pensi di interpellare la Provincia solo in un secondo tempo. Beretta ha tutto il diritto di aprire un confronto su quell’ipotesi di prolungamento, ma al tavolo dobbiamo sedere tutti fin da subito. E su quel tavolo va posata una cartina bianca, non già provvista di disegni e soluzioni tracciate da qualcuno». Soccini, insomma, si è sentito scavalcato.
Ma non solo: «Mi auguro che questo non sia il tentativo di forzare la mano per riprendere in mano l’ipotesi di prolungamento ‘alto’ della Gronda a discapito di quello ‘basso’. Quest’ultimo è stato votato dal consiglio comunale di Crema pochi mesi fa ed è inserito nel Pgt in via di approvazione, quindi va realizzato indipendentemente dall’ipotesi di una strada che attraversi tutto l’alto Cremasco fino alla BreBeMi». Insomma: ok a valutare nuovi tracciati, ma quello ‘basso’ - dalla rotonda su via Treviglio fino al raggiungimento di via Caravaggio, attraversando i terreni tra la piscina comunale e la frazione di Santo Stefano - non si tocca.
«Faccio inoltre notare - conclude Soccini - che la soluzione ‘alta’ avrebbe un impatto ambientale non indifferente su Crema ma la nostra città non ne godrebbe dei benefici: quel tracciato, infatti, risulterebbe utile solo per i comuni del circondario come Cremosano e Campagnola Cremasca».
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