venerdì 6 aprile 2012

CREMA 2012 | idee per un programma amministrativo

di seguito il mio contributo (raccolto solo in parte) al programma elettorale per le amministrative di maggio a Crema.


LE ATTIVITA' PRODUTTIVE E L'OCCUPAZIONE LOCALE


Negli anni '90 Crema ha subito la chiusura di due grosse entità produttive quali l’Olivetti e la Ferriera con le conseguenze sul piano occupazionale ed economico che tutti conosciamo. Si sta cercando di recuperare quella occupazione e si sta cercando di individuare le possibili vie d'uscita dalla crisi in cui ci troviamo. La congiuntura nazionale non aiuta certo a migliorare a vista d'occhio la situazione.

In sede locale l'impegno di Crema è quello di trattenere le aziende presenti offrendo opportunità e modalità di permanenza diversificate, consentendo più facili condizioni di utilizzo dei suoli per usi produttivi riducendo così al minimo il rischio di delocalizzazione.

Per i nuovi insediamenti si amplierà l'area a disposizione del PIP di Via Bramante limitatamente al completamento dell’area avendo come confine il tracciato della nuova viabilità inserita nel PGT di recente adozione, un contesto industriale già dotato di servizi e che è propedeutico all'utilizzo dell'area ex‑Olivetti, contigua.

Sarà nostro obiettivo quello di aiutare la creazione di un polo industriale sovracomunale (al confine con Bagnolo Cremasco) a ovest del Comune di Crema, in direzione Milano, perché riteniamo che solo offrendo aree ad alto contenuto tecnologico si possano attirare investitori importanti e duraturi soprattutto nel campo dell'occupazione. Ed anche perché riteniamo che in campo produttivo il Cremasco debba essere considerato un tutt'uno, con le sue aree da sfruttare tecnologicamente e le sue aree da salvaguardare dal punto di vista ambientale e residenziale.

L'impegno, pertanto, sarà quello di garantire queste iniziative, di lavorare a fianco a fianco con gli operatori economici, dando quel supporto amministrativo e politico che ci compete, facendo leva per quanto si va a fare anche sul consenso da ricercare negli amministratori locali.
L'impegno è tale che dovrebbe essere programmato su più di una tornata amministrativa, anche perché deve intersecare le convergenze finanziarie, industriali e d’infrastrutture necessarie.


ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA 


La competizione e i mercati inducono le parti produttive del tessuto economico a continui aggiornamenti sia strutturali sia di visione commerciale; la spina dorsale della nostra economia sono proprio quei nuclei produttivi che si identificano nell’artigiano diffuso e nella piccola impresa.

Il riconoscimento evidente di questa economia di produzione così radicata sul territorio, così come la certezza che le capacità imprenditoriali non necessitino solo di una proiezione verso l’esterno, ma anche della ricostruire un’identità locale indirizzata competitivamente allo sviluppo e all’innovazione tecnologica, ci induce a proporre la rivalutazione dell’aspetto localistico della progettazione e dell’internazionalità tra tutti gli attori interessati alla pianificazione delle opportunità dell’economia locale.

Il Comune è un osservatorio privilegiato che rileva una serie importante di dati economici e sociali ed è così capace di individuare sia le sensibilità sia le vocazioni del territorio che amministra potendo influire con i sui strumenti di pianificazione sulla radice del binomio di rapporto tra impresa e territorio.

In quest’ambiente di rivalutazione dei ruoli e delle motivazioni dell’ente locale e dei suoi amministratori va rilevata la presenza di una normativa che attraverso l’istituzione dello sportello unico per le imprese da modo di rendere un adempimento di legge, a volte economicamente pesante e in parte riduttivo nella sua impostazione, in uno strumento che riporti invece il Comune in un ruolo esclusivo di promotore di una serie d’iniziative che, superando il semplice elemento di applicazione di una legge, siano di stimolo e di compartecipazione nel programmare lo sviluppo dell’impresa e contemporaneamente delle politiche territoriali.

Le competenze dello sportello unico hanno subito una progressiva estensione e un accentramento sempre più esclusivo nell’ente locale dei ruoli procedurali sino a far dedurre che in tempi brevi si possa giungere a una nullità di atti emanati da altri organi o enti, riteniamo di utilizzare l’obbligo del procedimento unificato per riportare nell’ente comunale, singolo o consorziato, il merito delle scelte politico–amministrative sul tema dello sviluppo economico.

E’ giusto ricordare che nel processo semplificato racchiuso nel ruolo dello sportello unico, si concentrano tutti quegli iter concessori che fino ad ora andavano inseguiti in vari enti.

Consapevoli che lo sportello unico, quando organizzato e funzionante, avrà un costo non indifferente di funzionamento strutturale, sia come organizzazione interna sia come consulenze esterne, senza che vi sia una certezza della quantità di lavoro da coordinare e produrre, intendiamo proporlo come uno degli elementi che l’amministrazione comunale può inserire in un programma più ampio di valorizzazione economica e sociale del territorio.

Pensiamo di riportare a livello locale una capacità di scelte e di supporti che integrino la capacità imprenditoriale valorizzando le possibilità di:

  • Rapporto tra amministrazione e categorie
  • Progettare lo sviluppo inserendolo con cognizione negli strumenti di programmazione quale la pianificazione urbanistica
  • Incoraggiare i rapporti internazionali tra i componenti delle filiere produttive
  • Favorire lo scambio di conoscenze aziendali
  • Incentivare l’ingresso al lavoro delle nuovi generazioni e favorire lo scambio di conoscenze intergenerazionali
  • Mettere a disposizione delle categorie e delle imprese già presenti e di quelle nuove tutte le conoscenze rispetto alle misure di sostegno finanziario disponibili
  • Coordinare iniziative infrastrutturali tra pubblico e privato per la valorizzazione del territorio e delle sue vocazioni economiche.
  • Una progettualità globale che veda protagonisti tutti gli attori sociali ed economici del territorio.
Proponiamo quindi, per il comprato produttivo, di individuare il Comune come elemento primario di tutte le azioni di trasformazione delle richieste e delle vocazioni dei cittadini e del territorio ponendosi non solo come ente burocratico ma anzi rivalutando tutte le sue possibilità di conoscenza e stimolo per coinvolgere tutto il tessuto cittadino in un balzo coordinato ed attrezzato intellettualmente e strutturalmente verso l’adeguamento dell’economia locale nella sfida del terzo millennio.

E' un complesso di attività produttive molto diversificate e con bisogni infrastrutturali non omogenei che per la loro collocazione hanno bisogno di scelte urbanistiche differenti necessitando, secondo le dimensioni aziendali ed il tipo di prodotto offerto, di contesti ben definiti. Occorre, quindi, evitare di isolare l'attività artigianale dal resto delle residenze (artigianato di servizio) e delle altre attività produttive cittadine (artigianato di beni cosiddetti industriali). L'obiettivo è di mantenere una composizione mista nell'utilizzo delle strutture fisiche e dei suoli urbani, il che appare una condizione essenziale di vitalità economica e sociale della città. 

Pertanto, da una parte ci sarà l'ampliamento del PIP, come già ricordato, dall'altra parte ci sarà il reperimento di spazi anche minimi all'interno del tessuto urbano residenziale indispensabili allo sviluppo dell'artigianato che sempre più si sta facendo largo.


LE ATTIVITA' COMMERCIALI 

L'attività commerciale deve essere dimensionata sulla capacità d'acquisto del mercato locale, fondendo la tradizione cittadina con i nuovi sistemi di distribuzione. Inoltre il tessuto commerciale tradizionale deve far fronte anche alle esigenze che s’impongono con la scelta di allargare la visibilità turistica della Città, concentrata soprattutto nel Centro storico.

D'altra parte è indubbio che non bisogna ulteriormente penalizzare le zone periferiche che si stanno privando di esercizi commerciali essenziali, a cui bisogna far fronte con scelte di servizio nuove. E' necessario, quindi, definire al più presto un nuovo piano commerciale che se ispiri ai criteri sopra riportati e che escluda l'inserimento di nuove strutture di grande distribuzione ritenendo che quelle presenti siano già sin troppo esaustive. Anzi, anche i comuni limitrofi dovrebbero farsi carico di questa problematica, interessando la grande distribuzione, anche il cambio delle modalità di vita dei propri abitanti.

Bisogna valorizzare i negozi dei Centro Storico, vero centro commerciale della Città. Offrendo maggiori opportunità al consumatore, applicando sinergie tra gli operatori privati e la parte pubblica. Necessitano certamente più parcheggi, soprattutto negli orari di punta, ma bisogna anche diversificare gli orari di apertura per venire incontro all'utenza. Certamente dopo una concertazione fra le parti interessate.


LE ATTIVITA' TERZIARIE 

Di fatto, a Crema non esiste un sovradimensionamento del terziario. E' possibile e auspicabile che nei prossimi anni ci sia un aumento di questo settore, soprattutto nel campo dei servizi all'industria e all'artigianato. Ciò non comporta particolari investimenti infrastrutturali, ma solo la predisposizione di un quadro di norme urbanistiche non rigidamente vincolistiche che consentano l'insediamento di attività produttive terziarie che, per loro natura, possono coesistere con altre iniziative economiche e usi abitativi.


LE ATTIVITA' TURISTICHE E LE INFRASTRUTTURE CULTURALI 

L’attività ideale di un Ente locale interessato alla cultura dovrebbe essere quella mirata alla tutela dell’identità del proprio territorio, con la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale nel rispetto della sua storia.

Oggigiorno, di fronte a spinte mondialiste sempre più forti tendenti a considerare tutti i cittadini allo stesso modo, cioè semplici sudditi, è necessario rivendicare il nostro diritto di difendere e valorizzare le differenze; la propria storia, la propria cultura e le proprie tradizioni fanno di ogni Comunità locale un bene che vogliamo salvaguardare in tutte le sedi, anche e soprattutto mediante interventi di natura amministrativa.

Sarà dunque nostro compito utilizzare la cultura al fine di riscoprire le peculiarità della Padania, così numerose ma sempre colpevolmente taciute dalla volontà centralista di Roma, impegnata sempre e comunque a garantire spazi e visibilità a forme di espressioni culturali e artistiche provenienti da zone che non ci appartengono.

Il concetto importante è che la cultura non deve essere considerata un costo bensì un vero e proprio investimento per l’Amministrazione comunale, pensando alla ricaduta sul turismo e sull’immagine complessiva del Comune. Un campo verso il quale l’Ente locale avrà un occhio di riguardo sarà quello della cultura tradizionale tipica del Comune: usi, costumi, saggezza popolare, gastronomia locale, manifestazioni religiose e teatrali collettive, feste stagionali, espressioni etnomusicali, letteratura ed arte popolari (proverbi, canzoni, creazioni artistiche). Si dovrà partire dalla constatazione che l’identità culturale e storica del nostro popolo è un bene primario, onde la necessità di una sostanziosa valorizzazione attraverso una serie d’interventi, anche in accordo con altri Enti locali, che andranno dal rilancio di manifestazioni dimenticate o decadute, all’organizzazione di convegni sulle materie in questione, all’edizione di pubblicazioni illustrative.

Saranno importanti determinate azioni tendenti a riscoprire particolari edifici, luoghi o monumenti.
Contemporaneamente si concederanno ampi spazi di espressione alla cultura popolare locale, utilizzando e favorendo arti quali teatro, musica, pittura, da sempre veicoli principali delle tradizioni dei popoli.

L’opportunità di trovare uno spazio espositivo adeguato per illustrare la storia del Comune, mediante un museo etnografico, può certamente garantire ai cittadini (e ai turisti) la conoscenza e l’approfondimento dell’immagine storica del loro territorio, in tutte le fasi della sua evoluzione socio-culturale.

La rivitalizzazione dei nuclei storici cittadini costituisce un punto importante del nostro programma, e a tal fine si cercherà di favorire il decentramento d’iniziative legate alla cultura, a vantaggio dei centri minori.

L’associazionismo e il volontariato saranno premiati quanto più siano in grado di ricostruire, con le loro azioni, la personalità storica, culturale e sociale della Comunità.
Incentivi dunque saranno stanziati e concessi a favore di queste realtà che, è bene ricordarlo, a fronte di enormi sacrifici per il bene della collettività non sempre riescono a sopravvivere economicamente.

Ultimo, ma non meno importante degli altri, l’obiettivo di catalogare e censire, per poi preservare, tutte le esperienze, le tradizioni e le manifestazioni che costituiscono uno storico indicatore delle eredità e delle norme locali che nel loro insieme valgono come identità culturale e storica della Comunità.

In sintesi, la nostra Amministrazione comunale deve promuovere una politica culturale di equilibrio tra tradizione ed innovazione, tesa al recupero ed alla valorizzazione dell'identità della nostra zona e nello stesso tempo pronta a cogliere le modificazioni che sono in atto.
In questa logica si perseguirà l'obiettivo di valorizzare il patrimonio delle tradizioni civili e religiose, che vedano la partecipazione della scuola, dei giovani, delle associazioni culturali.

Solamente con un’azione politica di questo tipo sarà possibile reagire alle spinte centraliste e omologanti provenienti dalla cultura di regime e tendenti alla progressiva scomparsa del retroterra culturale padano, di cui la nostra amministrazione si farà invece valido difensore.

Il nostro intento è far diventare sempre di più Crema Città Universitaria e d’importanza culturale e turistica, pertanto le attività e gli intenti dovranno essere indirizzati in questa direzione. In quest’ottica che bisogna inserire l’attività del Museo di Crema e della struttura del teatro S. Domenico, l’organizzazione di manifestazioni culturali dovranno imperniarsi su queste strutture, facendo leva sulle disponibilità artistiche ed associazionistiche del nostro territorio, per organizzare manifestazioni culturali di ampio richiamo.

E’ inoltre importante recuperare quanto prima, alla disponibilità cittadina, l’ex Mercato Austro-Ungarico per utilizzarlo per mostre e manifestazioni. Si dovrà incrementare l’opera di recupero delle Mura Venete e dei suoi percorsi. La diffusione delle bellezze della città nel territorio nazionale e internazionale non può prescindere dalla partecipazione ai maggiori appuntamenti fieristici del settore.


CENTRO CONVEGNI 


Considerando le richieste pervenute in questi anni e il numero dei partecipanti alle varie iniziative, si propone la creazione a Crema di un Centro convegni, o Congressi, considerata la sua posizione ideale all'interno delle strutture operative lombarde. Qualche privato potrebbe intervenire nel creare le strutture e, secondo noi, è da incentivare, considerando la considerevole ricaduta sulla città in termini economici, d'immagine, di occupazione, di cultura. I soggetti privati, se interessati, potrebbero intervenire su aree apposite, una delle quali potrebbe essere individuata nella zona Olivetti, che tra l’altro è sede dell’Università e dei progetti che intorno a questa si dovranno muovere.


PARTECIPAZIONE AD ORGANISMI CHE OPERANO IN CAMPO ECONOMICO

Reindustria

Si tratta di una società consortile a responsabilità limitata, a maggioranza pubblica, per il 55% del capitale. Il restante 45% del capitale è suddiviso tra numerosi privati: associazioni di categorie, organizzazioni sindacali e banche.
Il Comune di Crema è socio per il 17% del capitale della società. Reindustria è nata nel 1994 per gestire i contributi statali e regionali ottenuti in conseguenza della crisi “Olivetti”.

Oggi il suo funzionamento è sostenuto dai fondi che i soci trasferiscono annualmente sulla base di un programma triennale approvato dall’Assemblea dei soci e sulla base di stralci annuali di programma.

E’ poi previsto che i soci possano finanziare solo i progetti che ritengano di loro interesse, e, inoltre, affidare a Reindustria la realizzazione di un progetto di proprio esclusivo interesse del quale sosterrebbero la relativa spesa.

I risultati conseguiti nel cremasco hanno spinto Reindustria a interessarsi dello sviluppo economico dell’intera provincia di Cremona, attraverso la valorizzazione, il consolidamento, il potenziamento e lo sviluppo delle risorse del territorio, con i mezzi propri del marketing e dell’economia territoriale.

In particolare, il servizio offerto da Reindustria si concretizza nelle seguenti attività: 

·         Sviluppo economico: promozione di interventi coerenti con un’economia territoriale sostenibile, attraverso due aree operative: a) area progetti, dedicata all’assistenza tecnica su bandi di finanza pubblica agevolata; b) area territorio, dedicata all’opportunità di investimento nel territorio;

·         Studi e pubblicazioni: promozione e coordinamento di studi socioeconomici di inquadramento generale sui comprensori;

·         Aggregazione d’impresa: creazione e applicazione di un modello innovativo di aggregazione d’impresa, in grado di supportare le imprese appartenenti alla filiera di riferimento in diversi settori, con lo scopo di creare vantaggi competitivi, supportare l’internazionalizzazione, migliorare l’efficacia della formazione, attraverso una funzione di coordinamento.

L’attività della società si baserà, nella prima parte del mandato amministratvo del Comune sul nuovo programma triennale che potrà accogliere nuove linee programmatiche per rendere la stessa società un vero strumento operativo a servizio del territorio, un’auspicio gà manifestato dall’amministrazione provinciale.

L’obiettivo per il mandato amministrativo 2012-2017 è quello di indirizzare le risorse comunali al sostegno di specifiche azioni e di mantenere uno stretto rapporto con le categorie economiche. 

Crema Ricerche

Il Consorzio Crema Ricerche è stato costituito nel 1999 da Provincia di Cremona, Camera di Commercio di Cremona, Comune di Crema, Associazione Cremasca Studi Universitari e dall'Agenzia d'Area Reindustria S. cons.r.l., quali soci fondatori.

Esso ha sede nell'area “ex Olivetti” – oggi recuperata - e svolge la propria attività senza fini di lucro, ponendosi l'obiettivo di favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese innovative, nonché il trasferimento tecnologico.

Si tratta di una realtà consortile che ha sviluppato molteplici attività a favore del sistema locale, a partire dal comprensorio cremasco, ma aprendosi ad un territorio più vasto e andando a promuovere iniziative a favore anche dei territori delle province di Bergamo e di Brescia.

In particolare, il Consorzio si propone l'obiettivo di prestare servizi reali soprattutto nei confronti delle piccole e medie imprese, nell'intento di promuovere la diffusione delle innovazioni e il trasferimento tecnologico.

Attualmente il Consorzio Crema Ricerche è composto da n. 58 soci, fra enti ed imprese interessati allo sviluppo delle problematiche legate all'innovazione e al trasferimento tecnologico.

Il Consorzio è dotato di un Consiglio di Amministrazione, di un Collegio dei revisori e di un Comitato Tecnico Scientifico.

Nel corso del mandato l’Amministrazione valuterà e definirà le proprie modalità di partecipazione al consorzio, il tutto considerando che il consorzio sarà impegnato nel rinnovo delle cariche (Cda) e nella redazione del nuovo piano triennale 2012-2014. In ogni caso l’intervento avrà come obiettivi la razionalizzazione della struttura con l’obiettivo di proseguire l’integrazione con Reindustria, il miglioramento complessivo dell’attività alla luce anche della mutata situazione di contesto.

sabato 31 marzo 2012

domenica 18 marzo 2012

lunedì 12 marzo 2012

@kremasch | il tweet del 12/03/2012

I voti alla arrivano dalle intuizioni di , dalle capacità dei e dei , e dal lavoro dei !
Non dagli editoriali della domenica!

mercoledì 7 marzo 2012

PIACENZA - PERGO? le porte restano chiuse...


Per la serie "non c'è 2 senza 3 !?!".

A fine ottobre l'incomprensibile divieto per i gemellati piacentini di assistere a Pergo - Piacenza, a gennaio il ridicolo impedimento (ai soli residenti a Crema) ad assistere al derby a Cremona, oggi questo ennesimo provvedimento assurdo con un poco simpatico rimpallo di colpe dal sapore molto "pilatesco".
Il rammarico è forte e la sensazione di non aver fatto abbastanza è ancora maggiore.
Rileggendo il comunicato stampa che avevo inviato a fine ottobre, commentando la presentazione della mozione in Consiglio Comunale a Crema, ho la sensazione che il passo che segue, riletto oggi, assuma un significato particolare...
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“La lotta alla violenza negli stadi è un obbiettivo che tutti gli sportivi e gli amministratori devono raggiungere, colpendo i fatti violenti quando si verificano e prevenendo le reali situazioni pericolose.
Applicare superficialmente le norme ponendo divieti laddove non ne sussistono le condizioni, come avvenuto domenica, ha il solo effetto di creare una ingiustificata tensione tra chi allo stadio vuole andare solo a vedere una partita e coloro che sono chiamati a tutelare la sicurezza”.

mercoledì 29 febbraio 2012

Popolo Cannibale


Comitato volto alla diffusione dell'azionariato popolare tra i tifosi dell' U.S. Pergocrema, al fine di consentire una partecipazione diretta della tifoseria nella gestione del Club.

Per maggiori info: popolocannibale@yahoo.it


mercoledì 22 febbraio 2012

Comunicato Stampa - LEGA NORD

Ricevo e pubblico,
per dovere di cronaca e rispetto dell'informazione.

COMUNICATO STAMPA

Assemblea dei Militanti della Sez. di Crema per la scelta del Candidato Sindaco alle elezioni amministrative di maggio.
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Crema, 20 febbraio 2012 - Facendo seguito alle dichiarazioni apparse sulla stampa negli ultimi giorni, la Segreteria Cittadina di Crema, stigmatizzando la comunicazione impropria ai media in luogo dei preposti organi del movimento, intende precisare, allo scopo di fare chiarezza, quanto segue:

       All’assemblea dei militanti della Lega Nord di Crema svoltasi lo scorso venerdì 17 febbraio allo scopo di scegliere il candidato sindaco, secondo accordi pre-definiti, avevano diritto al voto 22 iscritti (20 Soci Militanti e 2 Soci sostenitori);

       Dei 22 aventi diritto, ne erano presenti 21 (direttamente o avevano fatto pervenire indicazione sul voto);

       Durante la discussione, alcuni militanti hanno proposto modalità di voto irrituali, e in particolare:

       Di procedere a una votazione palese e non a scrutinio segreto;

       Di togliere il diritto di voto ai candidati e ai loro eventuali parenti.

       Tali proposte non hanno trovato l’accordo dell’Assemblea, e alcuni proponenti hanno abbandonato la seduta;

       I militanti rimasti (15 nel complesso, in rappresentanza della maggioranza assoluta degli aventi diritto) hanno proceduto alla votazione, i cui risultati - come già comunicato - sono stati i seguenti:

       N. 11 voti per Walter Longhino;

       N. 1 voto per Angelo Barbati;

       N. 3 schede bianche. 

Quanto riportato è stato regolarmente iscritto nel verbale della Sezione e le schede di voto, sottoscritte dagli scrutatori, sono presenti presso la sede.
Quanto sopra affinché tutti possano valutare che non si è trattato di un “golpe”. Chi accusa la Segreteria cittadina di tali nefandezze, infangando l’immagine del movimento, dovrebbe quanto meno circostanziare le affermazioni con prove concrete.

LEGA NORD | Sezione "Bruno Salvadori" di Crema

giovedì 16 febbraio 2012

Comunicato Stampa - “SOCCINI (Lega): l'accentramento a Roma delle tesorerie comunali una lesione dei principi del federalismo”.

CREMA, 16 febbraio 2012 – In seguito all’emanazione del decreto sulle “liberalizzazioni, voluto dal governo Monti, si è concretizzato nell’articolo 35, l'accentramento, presso lo stato centrale, delle Tesorerie Comunali che, entro aprile, faranno confluire a Roma una comma pari a circa 8,6 miliardi di euro l'anno e varrà fino al 2014.
Una norma fortemente contrastata dalla Lega Nord in parlamento, contro la quale è stata presentata, da parte del consigliere Matteo Soccini, una mozione da discutere nel consiglio comunale di Crema.
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Questa norma è una palese lesione dei principi del federalismo, ma è anche una lesione dei principi fondamentali della nostra Costituzione. È il principio di sussidiarietà ad essere calpestato, un principio che afferma come tutto ciò che può essere fatto a livello più basso dell'organizzazione dello Stato, cioè i Comuni, deve essere lasciato lì”.
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“Sono soldi dei Comuni e dei cittadini che le nostre amministrazioni hanno perché hanno risparmiato e non perché qualcuno glieli ha regalati. Sono soldi che i Comuni spendono per pagare i loro fornitori.
Piccole e medie aziende che danno servizi e forniture ai Comuni e che sono in credito per 60 miliardi di euro, e che oggi rischiano di chiudere. Quindi questa manovra rende ancora più difficile la vita dei Comuni e dei cittadini perché diminuiscono i servizi. C'era bisogno di tutto, tranne di questo».
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ecco il testo della mozione.
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Alla cortese attenzione di
Antonio AGAZZI - Presidente del Consiglio Comunale di Crema
Bruno Bruttomesso - Sindaco di Crema

Oggetto: RICHIESTA DI CANCELLAZIONE DELL’OBBLIGO DI TRASFERIMENTO DELLE DISPONIBILITÀ LIQUIDE DEL COMUNE DI CREMA ALLA TESORERIA STATALE.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CREMA

Premesso che

il regime di Tesoreria Comunale riconosce a tutti gli Enti Locali una adeguata autonomia nel gestire le proprie risorse finanziarie, autonomia dalla quale, se gestita in modo oculato, responsabile e professionale, può derivare anche un incremento delle entrate;

il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n.1 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.19 del 24/01/2012, all’articolo 35, comma 8 e seguenti stabilisce il ripristino della Tesoreria Unica Statale;

la norma prevede che le tesorerie degli Enti Locali abbiano l’obbligo di versare le disponibilità liquide esigibili (depositate presso le tesorerie comunali alla data di entrata in vigore del decreto) presso la tesoreria statale. Il versamento dovrà avvenire per il 50% entro il 29 febbraio 2012 e per la restante quota entro il 16 aprile 2012;
Ritenuto che

con il ritorno al vecchio sistema di tesoreria unica, gli Enti Locali non avranno più disponibilità diretta delle proprie risorse depositate presso il sistema bancario; il tesoriere di ciascun Ente potrà e dovrà soltanto curare pagamenti e riscossioni, senza però potere gestire la liquidità dell’Ente, secondo le disposizioni e le decisioni di quest’ultimo; ciò è una grave limitazione dell’autonomia degli Enti Locali così privati di un importante strumento di gestione finanziaria che è risultata ampiamente vantaggiosa per le casse pubbliche negli ultimi anni;
in particolare, per i Comuni ciò comporterà elasticità di cassa drasticamente ridotte, e soprattutto vantaggi finanziari più bassi e non contrattabili: il servizio e i relativi interessi, infatti, non potranno più essere messi a gara tra gli istituti di credito; i Comuni dovranno prendere quanto stabilirà la Banca d'Italia;

inoltre, per i municipi che avessero investito le loro risorse, la legge stabilisce che «Gli eventuali investimenti finanziari sono smobilizzati»;

Considerato che
la norma in questione è quantomeno dubbia sotto il profilo della costituzionalità in quanto lesiva del principio di autonomia finanziaria riconosciuto agli Enti Locali dalla Costituzione e del principio di sussidiarietà;

l’Ifel, il centro studi dell'Anci, valuta in circa 8,6 miliardi di euro all'anno, fino a tutto il 2014, il drenaggio di risorse dagli enti locali a Roma;

anche il mondo delle Imprese esprime le proprie perplessità sulla Tesoreria Unica Statale dicendosi preoccupato per gli effetti peggiorativi che si otterranno unificando ed allontanando geograficamente la tesoreria, in termini di velocità nei pagamenti (fonte ANCE Veneto).
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ESPRIME LA PROPRIA FERMA CONTRARIETA’ AL TRASFERIMENTO DELLE DISPONIBILITA’ LIQUIDE DEL COMUNE DI CREMA ALLA TESORERIA UNICA STATALE e contestualmente IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a trasmettere il presente documento ai Parlamentari del territorio e al Governo per richiedere l’eliminazione dell’obbligo di versamento alla Tesoreria Unica Statale delle disponibilità attualmente in capo agli Enti Locali, così come previsto all’articolo 35, comma 8 e seguenti del DL 24 gennaio 2012, n. 1.

sabato 11 febbraio 2012

L'INFORMATORE | dalla Provincia un grande progetto per Crema

a voi un esempio dell'impegno dell'amministrazione provinciale di cremona (LEGA + PDL) a favore di crema e di tutto il suo territorio.

alla vigilia delle elezioni amministrative di maggio è buona cosa seguire e valorizzare i buoni esempi...

giovedì 2 febbraio 2012

BARBARI SOGNANTI | Il nostro sogno non è mai cambiato

Si aggiravano nei nostri territori, ma non sapevano di essere tanti, sono i Barbari Sognanti. 
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 Sono le donne e gli uomini del Nord, fra i quali tantissimi giovani, che sostengono un’idea che viene da lontano, un'ideale che ha fatto e fa la storia della lotta per l’indipendenza della Padania, da chi ha aperto la strada alla dignità dei popoli, all'Europa delle Regioni. Sono i giovani che alimentano la linfa di un sogno che deve diventare realtà, i nuovi guerrieri, molto forti e un po’ cattivi se serve, che ricevono il testimone dai vecchi saggi per supportarli nella loro battaglia di libertà. Ora i Barbari Sognanti si organizzano atrraverso internet per realizzare il loro sogno, assieme a tutti gli altri che ci hanno creduto, ci credono e ci crederanno: la Padania. La comunità virtuale è aperta a tutta la Gente del Nord, e ha come unico scopo sostenere il Sogno, quello di un Nord libero ed indipendente, senza vincoli e compromessi con Roma. Tutte le donne e gli uomini liberi del Nord possono aderire, perché si può sognare a qualsiasi età, perché prima di tutto viene la nostra identità, quella di Padani.

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www.barbarisognanti.org

mercoledì 25 gennaio 2012

Lettera a Umberto Bossi

Caro Umberto,

come tanti fratelli padani ho deciso di scriverti dopo mesi che su tutti i giornali assisto ad un incredibile teatrino di interventi mirati a fare piazza pulita di chi tra i primi ti ha seguito nel “folle” progetto di conseguire la libertà del nostro popolo.

Questi attacchi infangano il nostro movimento, mina...no il tuo progetto e degradano la nostra lotta per l’Indipendenza della Padania ad una questione di poltrone e potere.

Noi vogliamo essere padroni a casa nostra, non nei consigli di amministrazione e sulle poltrone del potere; hai detto “La Lega deve produrre Libertà, non posti”.
Noi vogliamo cambiare, non gestire. Il potere confonde e corrode, il potere romano da duemila anni divide e opprime la Padania.

Solo Tu hai avuto il coraggio di ribellarti quando tutti tacevano, solo Tu col tuo esempio di coraggio e rinunce hai saputo risvegliare il nostro Popolo.
In questo momento difficile, quando il nemico è nell’angolo costretto dalla tua tattica a mostrarsi per la prima volta col suo vero volto tutto unito nel governo Monti, non permettere che divisioni e gelosie facciano fallire ancora una volta il nostro sogno di libertà, regalando a roma la vittoria.

Liberati di coloro che sfruttano il tuo nome per creare divisioni tra i militanti, e infangano per biechi motivi di interessi personali, il nome di chi con te ha lanciato, scrivendoli sui muri, i primi ruggiti del popolo oppresso.


CON BOSSI E MARONI, FINO ALL'INDIPENDENZA!!!


Matteo | Kremàsch

giovedì 19 gennaio 2012

mercoledì 11 gennaio 2012

LEGA NORD | Giorgetti: "Lega, una linea comune su H2O"

di seguito un articolo tratto dal sito www.cremonaonline.it ed a seguire un estratto del documento sulle società partecipate presentato a Crema il 24 settembre scorso.

di Felice Staboli

CREMONA - Lunedì ha incontrato a Milano i rappresentanti del Carroccio di Cremona e di Crema, guidati da Simone Bossi e Angelo Barbati. Per Giancarlo Giorgetti, deputato e segretario nazionale della Lega Nord, un’occasione per mettere a fuoco alcuni aspetti delicati, con risvolti e ripercussioni anche sulla politica locale.

Giorgetti, che cosa è emerso dall’incontro?
«L’obiettivo era delineare una posizione unica, credibile e seria. E così è stato».


A Cremona il futuro del servizio idrico sta provocando grandi tensioni, anche interni alla Lega, con una netta divisione tra Cremona e Crema.
«La Lega in passato si è sempre opposta alla cessione di determinati servizi, a cominciare dall’acqua. La nostra posizione a livello generale è sempre stata molto chiara».

In passato. E adesso?
«E’ la stessa cosa, ma dobbiamo guardare anche a quel che sta succedendo».

Cosa vuol dire?
«Il governo ha annunciato interventi a breve termine in tema di liberalizzazioni che riguarderanno anche l’acqua e le reti. Entro il 20 gennaio conosceremo il quadro normativo».

Quindi?
«Secondo me sarebbe opportuno aspettare. Questo è il consiglio che darei al presidente dell’amministrazione provinciale Salini: aspettare e capire che cosa succede».

Perché una linea diversa tra Cremona e Crema?
«Allora: la nostra posizione è chiara. Noi ci prendiamo il merito di aver sempre reclamato l’opportunità del controllo pubblico per i cosiddetti servizi pubblici».

Ma esiste un punto di incontro?
«Certo. Vogliamo che la società che gestisce il servizio idrico sia pubblica. Se deve essere scelto un privato tramite gara, meglio che sia un soggetto del nostro territorio che possa entrare nella governance. L’acqua di Cremona non può essere gestita a Parigi o a Berlino. Ripeto, per me il presidente Salini farebbe meglio ad aspettare qualche giorno».

il documento...

Sistema idrico integrato
In considerazione dell’esito referendario e del quadro formativo conseguentemente definito, la Lega Nord ritiene che la posizione espressa dai cittadini in riferimento al mantenimento “pubblico” del servizio sia il punto di partenza di qualsiasi valutazione di merito.

Ciò induce a ritenere che il modello ''in house'' sia idealmente quello maggiormente rispondente a tali principi; tuttavia nell'attuale contesto di mancata applicazione effettiva di un autentico modello federale di gestione della ricchezza prodotta dai territori, nonché permanendo vincoli di bilancio derivanti dal patto di stabilità interno aventi come conseguenza una limitata, se non inesistente, possibilità di investimento da parte di comuni e province, esso non risulta economicamente e finanziariamente sostenibile per gli enti locali. Soprattutto alla luce degli investimenti necessari al sistema idrico della Provincia di Cremona previsti in circa 400 milioni di euro per i prossimi 20 anni.

Ne consegue che l'unica soluzione concretamente realizzabile nel contesto attuale, pur rispettando il principio della gestione pubblica dell’acqua, risulti essere il modello di una società mista, il cui il pubblico mantenga una quota di maggioranza ed il socio privato sia partner industriale qualificato.

In quest'ottica va rilevata la criticità della stesura del bando di gara al fine di individuare il partner privato con l'obiettivo rispondere alle esigenze dei cittadini per conseguire un miglioramento del servizio a tariffe eque e sostenibili, utilizzando prioritariamente risorse (imprese e personale) presenti sul territorio.

domenica 25 dicembre 2011

Feliz Navidad para todos ! ! !


Sinceri e cordiali Auguri di un Sereno Natale a tutti coloro che mi hanno inviato sms, telefonate, cartoline. Agli "amici" e soprattutto ai "nemici" (sempre che a Natale possano esistere...).

Un  pensiero particolare e sentito a coloro che passeranno questa giornata al servizio della comunità; infermieri e dottori negli ospedali, volontari che si cureranno dei poveri, forze dell'ordine impegnate a garantire la nostra sicurezza, e scusate se dimentico qualcuno.

Ma il ringraziamento più sentito desidero inviarlo ai Vigili del Fuoco del distaccamento di Crema che, purtroppo anche per quest'anno, passeranno il Santo Natale in una sede inadeguata e carente rispetto al prezioso e altamente professionale servizio di aiuto che portano, ogni giorno, ai cittadini di tutto il Cremasco.

FELIZ NAVIDAD!

venerdì 23 dicembre 2011

In memoria di Václav Havel

Václav Havel (Praga, 5 ottobre 1936 – Hrádeček, 18 dicembre 2011) è stato uno scrittore, drammaturgo e politico ceco. È stato l'ultimo presidente della Cecoslovacchia ed il primo presidente della Repubblica Ceca.

Havel nacque in una famiglia benestante di Praga. Frequentò la scuola dell'obbligo in un istituto della capitale. Incontrò gravi difficoltà a seguire serenamente gli studi liceali. Nel 1948 il partito comunista prese il potere con un colpo di stato appoggiato dall'Unione Sovietica. Il regime accusò la famiglia di Havel di simpatie filo-tedesche.

Vaclav riuscì tuttavia a frequentare i corsi serali dell' Università Tecnica Ceca di Praga fino al 1957. Dopo il servizio militare lavorò (1960) come macchinista in alcuni teatri di Praga, fra cui il Divadlo Na zábradlí, dove rappresentò alcune delle sue prime opere, e studiò drammaturgia per corrispondenza. Il suo primo lavoro messo in scena fu La festa in giardino (1963), mentre l'opera più conosciuta in Occidente è il Largo Desolato. Il suo teatro, fortemente impegnato sul profilo politico, intende "provocare l'intelligenza dello spettatore, appellarsi alla sua fantasia, costringendolo a riflettere su questioni che lo toccano direttamente in maniera da vivere intimamente il messaggio teatrale".

Sull'onda della repressione seguita alla fine della Primavera di Praga nel 1968 fu bandito dal teatro e iniziò un'intensa attività politica, culminata con la pubblicazione del manifesto Charta 77, la cui scrittura prese spunto dall'imprigionamento dei componenti la formazione musicale ceca di musica psichedelica dei Plastic People of the Universe. Il suo attivismo politico di dissidente gli costò cinque anni di prigione. In una delle opere che lo hanno reso celebre, Il potere dei senza potere, Havel ha brillantemente teorizzato il cosiddetto Post-totalitarismo, termine usato per descrivere il moderno ordine socio-politico che ha fatto sì che la gente potesse, per usare le sue parole, "vivere all'interno di una menzogna".

Sostenitore appassionato della non-violenza, è stato uno dei leader della cosiddetta Rivoluzione di Velluto del 1989 contro il regime comunista, durante la quale fu arrestato di nuovo, il 28 ottobre. Il 29 dicembre 1989, nella sua qualità di capo del Forum Civico, fu eletto presidente dall'Assemblea Federale.
La sua presidenza fu caratterizzata da un orientamento politico anti-comunista di destra moderata e liberale, favorevole ad un'economia di mercato.

giovedì 15 dicembre 2011

Comunicato Stampa - Soccini (Lega): "Bonus bebè a Crema grazie ad un emendamento al bilancio alla Lega".

CREMA, 15 dicembre 2011 – In seguito alle decisione della giunta comunale, guidata dal Sindaco Bruttomesso, di istituire un “bonus bebè” a sostegno delle famiglie cremasche, per il quale è stato stanziato l’ammontare di 15.000 euro, interviene il consigliere comunale Matteo Soccini, estensore di un emendamento al bilancio 2011 che istituiva una nuova voce di bilancio denominata “contributi a sostegno della natalità” destinandovi la somma di 30.000 euro.
Emendamento approvato nella seduta del 9 giugno scorso con 28 voti a favore sui 31 presenti.

“Con molto piacere ho appreso della delibera approvata nell’ultima giunta comunale che istituisce un bonus di 250 euro a favore dei nuovi nati - afferma il consigliere leghista Soccini, che prosegue – un’idea avanzata, e resa possibile, per mezzo di un emendamento al bilancio di previsione 2011 presentato dal gruppo consiliare della Lega, approvato praticamente all’unanimità dal consiglio.
Tra l’altro l’importo oggetto dell’emendamento era di 30.000 euro, quindi il doppio di quanto impegnato oggi dalla giunta”.

Conclude l’esponente leghista: “In attesa di leggere i contenuti del regolamento per l’erogazione, sul quale non mancherò di presentare eventuali suggerimenti migliorativi, mi auguro di poter ritrovare nel bilancio di previsione 2012 uno stanziamento che riproponga il bonus anche il prossimo anno, attingendo se possibile dai fondi non impegnati per l’anno corrente”.

venerdì 9 dicembre 2011

H2O, tra passato e futuro...



sul perché non è andato avanti vi rimando alle ultime righe di un mio post del 20 febbraio 2009, la risposta al quesito "perché non riproporlo?" si trova nella legge regionale n° 21 del 27/12/2010 come modificata dalla sentenza n° 320/2011 della Corte Costituzionale

giovedì 1 dicembre 2011

LETTURA CONSIGLIATA: La Dittatura Europea

di IDA MAGLI

Adesso che la dittatura si è instaurata ufficialmente e con il consenso di coloro che dovevano difendere la democrazia, possiamo trarre le conseguenze di quanto è accaduto con la sicurezza di essere nel giusto. Tutto questo era infatti già stato previsto più di un anno fa e reso pubblico con il libro intitolato appunto: “La dittatura europea”. L’unica differenza consiste nel nome di Monti invece di quello di Draghi, che avevo indicato come primo instauratore della dittatura dei banchieri soltanto perché non era ancora avvenuta la sua nomina a capo della Banca centrale europea, ma si trattava di nomi interscambiabili.

Il Capo dello Stato finalmente respira l’aria a lui più congeniale. L’internazionalismo mondialista, che è stato sempre indispensabile ai banchieri, sono stati però i comunisti a teorizzarlo e a perseguirlo per primi dal punto di vista politico. Per Lenin non esistevano né nazioni né città capitali: qualsiasi città poteva essere la capitale del mondo e nulla gli era più odioso del nazionalismo e delle patrie. Napolitano, dunque, procede senza remore, non essendo più l’Italia una repubblica parlamentare, a usare della sua autorità e del suo potere per additare la strada giusta dell’uguaglianza comunista. In primis, ovviamente, in odio all’Italia e all’italianità, la cittadinanza agli stranieri. La maggioranza degli Italiani non lo vuole? Suvvia, imparate ad essere giusti e buoni, perché è questo il compito della politica comunista: educare i cittadini. E poi, che importanza volete mai che abbia una cittadinanza? Per i dittatori d’Europa nulla o quasi, visto che hanno imposto con sfrontata disinvoltura agli oltre 500 milioni di sudditi la cittadinanza europea ben sapendo che non è valida dato che l’Ue non è uno Stato. Coraggio, dunque, il più in fretta possibile verso il multiculturalismo e il mondialismo.

Pagano i cittadini, mica i dittatori. L’importante è raggiungere lo scopo: cancellare gli Stati nazionali, privandoli di ogni potere. L’Europa à già a buon punto. Nessuno pensi che ci sia qualcuno fra i banchieri e i politici che si preoccupi delle questioni finanziarie, dei debiti pubblici, di quanto perde la Borsa o di quanto sale il famoso “spread”. Era questo che volevano: affondarci tramite il debito e ci stanno riuscendo a meraviglia. L’operazione si è dimostrata forse un po’ troppo lenta per i loro gusti: per questo hanno deciso di mettere l’acceleratore dissestando i governi. La prima a caderci è stata l’Italia. L’operazione Monti serviva a questo. Nessuno Stato, infatti, è tanto debole quanto quello che, privo del governo legittimo, improvvisa cariche politiche, riduce a marionette i rappresentanti votati dal popolo e inventa soluzioni alla giornata. E’ debole in sé, ma è ancor più debole agli occhi del mondo, inclusi ovviamente quelli dei mercati di cui si cercava la fiducia. E’ sufficiente il buon senso per capirlo: è troppo evidente. I banchieri e i politici europeisti ci hanno ingannato, atrocemente ingannato, cari Italiani, dicendo che ci saremmo salvati con “un uomo forte”, e gettandoci così allo sbaraglio di un’azione politica d’emergenza e priva di regole. Indebolire gli Stati svuotando la democrazia di ogni significato e di ogni potere è infatti il loro scopo: assediarli giorno per giorno, ora per ora, con il crescendo del panico per il debito è soltanto il loro strumento.

sabato 26 novembre 2011

Comunicato Stampa - LEGA: "Solidarietà al Sindaco Bruttomesso per l'aggressione subita"

Crema, 26 novembre 2011 - La Segreteria Cittadina della Lega Nord esprime la propria solidarietà al Sindaco della Città Bruno Bruttomesso per l'aggressione verbale e fisica subita nella giornata di ieri da parte del sig. Luigi Dossena, la cui continua condotta irrispettosa e denigratoria, sfociata in violenza fisica, merita la più ferma e decisa condanna da parte di tutta la comunità cremasca.
L'auspicio è che le autorità competenti si attivino al più presto per punire, con fermezza e decisione, la persona rea di tale aggressione affinché tali gesti non abbiano a ripetersi in futuro.

LEGA NORD - LEGA LOMBARDA
Sezione "Bruno Salvadori" di Crema

mercoledì 23 novembre 2011

UMBERTO BOSSI | discorso sull'europa

"L’idea nata nel dopo-guerra per scongiurare altre guerre tra Stati Europei sta ora partorendo un mostro che non genererà né democrazia, né stabilità, né vantaggi economici per tutti. Non può generare democrazia perché il suo parlamento non legifera: è l’Europa dei grandi capitalisti. Il popolo, gli artigiani, gli imprenditori, i cittadini non ci sono oggi né tantomeno ci saranno domani, perché non potrà mai nascere un’Europa politica".

"Comunque la si veda, resta il fatto inconfutabile che l’Europa è solo una difesa del mercato europeo, un protezionismo quindi, che come tutti i protezionismi favorisce le grandissime imprese, i grandi affaristi, che hanno come interlocutore lo Stato nazionale. Sono gli stessi poteri che adesso vivono grazie ai soldi dello Stato di cui sono i padroni e che fanno l’Europa monetaria per essere ancora più padroni dello Stato nazionale".

"Le leggi finanziarie degli Stati si ridurranno ad un semplice fax inviato da Bruxelles, dal Consiglio d’Europa, terminale europeo delle cento grandi famiglie europee. Con l’ingresso in Europa, l’Italia non avrà più a sua disposizione la leva monetaria, cioè se gli mancano i quattrini non potrà più stampare altri titoli di stato, per favorire l’economia non potrà più svalutare la moneta, perché gli resterà solo la leva fiscale e i quattrini dovrà toglierli maledettamente e subito dalle tasche dei cittadini, evidentemente aumentando la pressione fiscale".

Umberto Bossi,
sabato 28 marzo 1998
Congresso Federale della Lega Nord