sabato 2 aprile 2011

Comunicato Stampa - “SOCCINI (Lega): I comuni in prima file per la tutela dei parchi”.


veduta del "Parco del Moso"
CREMA, 2 aprile 2011 – In settimana è stato presentato in consiglio comunale a Crema un odg dal titolo “PER LA DIFESA DEL RUOLO DEI COMUNI NELLE AREE PROTETTE LOMBARDE”, sottoscritto anche dal consigliere della Lega Nord Matteo Soccini che ne spiega le motivazioni.

 “Con molto piacere e interesse ho deciso di sottoscrivere l’odg proposto da Matteo Piloni ed altri sulla centralità del ruolo delle amministrazioni locali nella tutela dei parchi – afferma Matteo Soccini che prosegue – In particolare ho apprezzato come il documento riprenda, nelle parti sostanziali, un odg presentato dalla Lega Nord al consiglio provinciale di Lodi ed approvato all’unanimità nella seduta del 2 marzo scorso.”

Conclude il consigliere leghista: “In un momento nel quale sul tavolo amministrativo della città si presentano proposte di forte impatto sul territorio, come ad esempio nuove tangenziali a nord del centro urbano ed insediamenti commerciali all’interno dei confini del Parco del Moso, la mia firma in calce all’odg vuole anche essere un segnale di come tali progetti non riscuotano un mio particolare favore”.

di seguito il testo dell'ordine del giorno:


PER LA DIFESA DEL RUOLO DEI COMUNI NELLE AREE PROTETTE LOMBARDE


Regione Lombardia sta discutendo un Progetto di Legge di modifica della legge regionale 30 novembre 1983, n. 86 e cioè il Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale.
Si tratta di una proposta che va a incidere sulle forme di gestione delle aree protette della nostra regione di cui a nessuno sfugge il ruolo fondamentale di presidio svolto in questi decenni per la conservazione della biodiversità e per uno sviluppo sostenibile dei territorio.


Un ruolo, quello delle aree protette, che oggi avrebbe bisogno di una rivisitazione non prettamente gestionale ma, sopra ogni cosa, di progetto con il passaggio dalla fase “conservativa” alla fase “propositiva” e sostenibile.


Regione Lombardia attraverso la Delibera Regionale 1243 del 1° febbraio 2011 che approva la proposta di modifica della LR 86/1983 intende intervenire sulla forma gestionale dei Parchi lombardi, sulla loro conformazione territoriale, sul ruolo diverso dell’Ente Locale e nella materia pianificatoria.


Soprattutto, la lettura articolata della proposta di legge evidenzia in vari punti del testo che il ruolo della Regione nella gestione delle aree protette è decisamente rafforzato, in controtendenza con i principi del federalismo e della sussidiarietà che in questa materia hanno da sempre caratterizzato le politiche della Regione Lombardia già dal 1983.


Infine, le proposte avanzate sono state valutate da ANCI e UPL inadeguate al tema trattato ed alla situazione attuale ed è in discussione pertanto l’adeguatezza della proposta alle sfide che attendono le aree protette.


Tutto questo premesso


Considerato che le competenze e le esperienze maturate nelle Aree Protette potrebbero guidare approcci innovativi con il coinvolgimento permanente delle comunità locali;


Constatato che l’attuale “modello lombardo” dei parchi istituito con la L.R. n. 86 del 1983, ha saputo fino ad oggi fare storia a livello nazionale, grazie anche al ruolo fondamentale da sempre riconosciuto ai Comuni, veri protagonisti della governance territoriale locale;


Appurato che tale modello ha anticipato le ragioni federaliste, sviluppando il principio di sussidiarietà su cui si basano la Costituzione Italiana, lo Statuto Lombardo e le politiche regionali;


Preso atto inoltre che la maggior parte delle risorse economiche dei parchi lombardi deriva dalla contribuzione degli Enti Locali che ne fanno parte e che in essi si riconoscono;


Visto quanto acclarato nella deliberazione n. 54 del 28 settembre 2010 “Ordine del giorno concernente il Programma Regionale di Sviluppo della IX Legislatura: Centralità dei Comuni nella governance dei Parchi Lombardi” con cui il Consiglio Regionale della Lombardia all’unanimità impegnava la Giunta Regionale a:


- riconoscere, nel compimento dell’azione di semplificazione e riordino normativo a livello regionale in richiamo al PRS, la centralità dei Comuni nella governance dei parchi lombardi, coerentemente con la legislazione statale di principio, promuovendone il protagonismo ed assicurando loro un ruolo determinante e non minoritario;


- garantire, a tutela del territorio, la salvaguardia della consistenza attuale delle aree protette lombarde ed il mantenimento del compito di pianificazione territoriale e paesaggistica delle aree in esso contenute;


IL CONSIGLIO COMUNALE


CHIEDE


Nella predisposizione di una revisione della Legge Regionale n.86 dela 30 novembre 1983, come oggi in discussione:


che vi sia la rinuncia all’idea di centralismo regionale nella gestione delle aree protette riconoscendo invece un rafforzamento del ruolo di Comuni e Province, in una vera strategia di sussidiarietà;


che venga pertanto mantenuto il ruolo forte e decisivo dei Comuni nella gestione delle aree protette e nelle decisioni che riguardano i propri territori;


che non siano modificate se non in forma estensiva le aree di pertinenza delle aree protette attuali;


che venga ribadita l’attuale gerarchia degli strumenti pianificatori, confermando che gli atti di pianificazioni esistenti all’oggi sono già varianti ai piani territoriali di prima formazione.


IMPEGNA


Il Presidente del Consiglio Comunale ad inviare copia dell’ordine del giorno al Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente di Regione Lombardia, ai capigruppo consiliari delle forze politiche presenti in Consiglio Regionale.

lunedì 21 marzo 2011

Gronda Nord: «non si torna indietro»

di seguito un articolo, pubblicato sul quotidiano "La Provincia" di oggi, a firma di Sebastiano Giordani.

Viabilità. L’assessore provinciale allo Sviluppo economico non ha gradito le dichiarazioni del collega cremasco
Soccini ‘avverte’ Beretta: il tracciato basso è inserito nel Pgt

«Patti chiari, amicizia lunga: discutiamo pure del tracciato ‘alto’ della Gronda nord, ma tutti attorno allo stesso tavolo e senza far rientrare dalla finestra ciò che pochi mesi fa è uscito dalla porta». Ha i toni dell’avvertimento la dichiarazione che il leghista Matteo Soccini, assessore provinciale allo Sviluppo Economico, recapita all’assessore comunale ai Lavori Pubblici Simone Beretta. Quest’ultimo, da giorni, spinge per il prolungamento ‘alto’ della Gronda nord, quello che collegherebbe la strada addirittura alla BreBeMi. «Nel Pgt - avverte Soccini - abbiamo votato il tracciato ‘basso’: indietro non si torna».

Il progetto che fa discutere è quello di un tracciato che, dalla rotonda lungo via Treviglio dove oggi termina la Gronda, proseguirebbe per qualche centinaio di metri sulla provinciale in direzione di Cremosano e poi, appena dopo il distributore di metano, ‘taglierebbe’ nei terreni a destra, supererebbe canale Vacchelli e ferrovia, quindi punterebbe a nord parallelamente ai binari fino ad incrociare l’autostrada BreBeMi nella bassa Bergamasca. Nel corso di una conferenza stampa convocata per altri motivi venerdì in municipio, Beretta ha rivelato di aver già discusso del progetto con diversi sindaci dell’alto Cremasco - peraltro tutti favorevoli al tracciato ipotizzato - e che, a breve, chiederà un confronto in merito anche con la Provincia.

«Non è il massimo - fa notare Soccini con un filo di polemica - che si pensi di interpellare la Provincia solo in un secondo tempo. Beretta ha tutto il diritto di aprire un confronto su quell’ipotesi di prolungamento, ma al tavolo dobbiamo sedere tutti fin da subito. E su quel tavolo va posata una cartina bianca, non già provvista di disegni e soluzioni tracciate da qualcuno». Soccini, insomma, si è sentito scavalcato.

Ma non solo: «Mi auguro che questo non sia il tentativo di forzare la mano per riprendere in mano l’ipotesi di prolungamento ‘alto’ della Gronda a discapito di quello ‘basso’. Quest’ultimo è stato votato dal consiglio comunale di Crema pochi mesi fa ed è inserito nel Pgt in via di approvazione, quindi va realizzato indipendentemente dall’ipotesi di una strada che attraversi tutto l’alto Cremasco fino alla BreBeMi». Insomma: ok a valutare nuovi tracciati, ma quello ‘basso’ - dalla rotonda su via Treviglio fino al raggiungimento di via Caravaggio, attraversando i terreni tra la piscina comunale e la frazione di Santo Stefano - non si tocca.

«Faccio inoltre notare - conclude Soccini - che la soluzione ‘alta’ avrebbe un impatto ambientale non indifferente su Crema ma la nostra città non ne godrebbe dei benefici: quel tracciato, infatti, risulterebbe utile solo per i comuni del circondario come Cremosano e Campagnola Cremasca».

in giallo il tracciato previsto dal PGT di Crema, approvato a fine dicembre 2010; in rosso il "possibile" tracciato alternativo presentato all'epoca da esponenti del Pdl.

sabato 19 marzo 2011

Intervista a "Cronaca": «Outlet? Siamo fuori strada»

di seguito l'intervista, pubblicata oggi su Cronaca, a firma di Michela Bettinelli Rossi.
Buona lettura... 

L’assessore provinciale al commercio è soddisfatto e dice :«Dobbiamo valorizzare le nostre specialità»

La soddisfazione di Matteo Soccini, assessore alle attività produttive è palpabile: è stato pubblicato a fine febbraio il quarto bando per i distretti diffusi del commercio e per questa tornata a disposizione dei progetti per il nostro territorio ci sono poco meno di 900mila euro. “La speranza - commenta Soccini - è di bissare il successo dello scorso bando, che ha dato enormi frutti sul territorio provinciale.”
Grazie al terzo bando, infatti sono stati approvati e finanziati due Distretti Urbani del Commercio (Cremona e Crema) e sei Distretti Diffusi (di cui i Comuni capofila sono: Pizzighettone, Soresina, Casalbuttano, Casalmaggiore, Pandino e Sospiro).
“Si tratta di una iniziativa che mira a programmare e migliorare l’offerta commerciale e a promuovere iniziative di promozione del commercio. Tengo a sottolineare che questa disponibilità finanziaria sarà a disposizione per finanziare sia i progetti già esistenti che nuove realtà.”
Se la sente, di fare un bilancio del suo primo anno e mezzo di assessorato?
“Nel complesso è un bilancio positivo, perché anche la Provincia, come tutti gli enti locali ha a disposizione poche risorse sia a causa dei tagli imposti dalla finanziaria, sia per situazioni passive ereditate dalla precedente amministrazione e con quel poco che ci è rimasto abbiamo potuto comunque fare azioni concrete.”
L’amministrazione Salini, di cui lei fa parte, sembra guadagnare via via più consenso. Cosa ne pensa?
“Rispetto alla situazione che le ho appena delineato siamo riusciti a non effettuare tagli alla spesa sociale, abbiamo risolto in modo rapido la questione Paullese per ciò che ci compete, ci siamo mossi per approvare un piano cave che non prevedesse nuove cave di prestito, abbiamo sostenuto l’accesso al credito delle aziende attraverso i confidi. La situazione degli enti locali come la Provincia, non è facile, ripeto, ma stiamo cercando  di ottimizzare sempre di più le risorse per raggiungere gli obiettivi.”
E’ tornato di attualità il tema del marketing territoriale: a Crema si discute la proposta di un palazzetto dello sport con annesso outlet. Per molti l’outlet potrebbe fungere da volano per il commercio locale attirando possibili acquirenti, per altri rischia di uccidere le ultime botteghe del centro. Cosa ne pensa?
“Penso che non sia questo il sentiero da percorrere. L’attrattività di un territorio, passa da operazioni di marketing territoriale, che sappiano mettere in luce e promuovere le potenzialità del territorio stesso. Vanno valorizzate la nostra agricoltura di qualità, i distretti culturali e le nostre tradizioni la specificità delle aziende territoriali. Per esempio, i poli attrattivi sono sicuramente qualcosa su cui puntare: il Polo della Cosmesi, il Polo della Meccanica. Come amministrazione provinciale stiamo visitando vari paesi, varie cittadine della nostra provincia. Ogni volta scopriamo dei piccoli poli di eccellenza che mi lasciano meravigliato: aziende di packaging, ad esempio, che producono boccette del profumo per Calvin Klein, aziende agricole o agroalimentari all’avanguardia. Ecco, su queste eccellenze dobbiamo puntare.”
Quali strategie mettere in campo quindi?
“In questi giorni stiamo ridefinendo l’approccio su Reindustria. L'amministrazione provinciale ha avviato due strumenti di sviluppo territoriale: il Laboratorio Strategico e la Consulta economica. Reindustria avrà un ruolo operativo per realizzare alcune delle indicazioni maturate in questi ambiti e rispondere alle esigenze del territorio. Poi bisogna insistere su progetti come il Polo della meccanica. Un progetto sostenuto dalla Provincia di Cremona con 90mila euro, che vede coinvolte venti imprese con 250 addetti. Sono imprese che in tempo di crisi hanno unito le proprie forze per fare sistema a beneficio di tutta la filiera e di conseguenza del territorio.”

giovedì 17 marzo 2011

CREMA nei secoli...

Le origini di Crema sono legate all'invasione longobarda del VI secolo d.C.; il nome deriva probabilmente dal termine longobardo "Crem" che significa "altura". Secondo la tradizione, la fondazione della città risalirebbe al 15 agosto 570 quando, di fronte alla minaccia rappresentata dall’invasione longobarda, gli abitanti della zona trovarono rifugio nella parte più elevata dell’"isola della Mosa", approntandola a difesa sotto la guida prima di Cremete, conte di Palazzo, e poi di Fulcherio. Da questi due personaggi deriverebbero perciò i toponimi Crema e Insula Fulcheria.

  568 - 774 | regno longobardo
  774 - 800 | regnum italiae
  800 - 888 | regno carolingio
  888 - 1024 | regno d'italia
1024 - 1185 | sacro romano impero
1185 - 1449 | libero comune
1449 - 1797 | repubblica di venezia
1797 - 1797 | repubblica cremasca
1797 - 1815 | repubblica cisalpina
1815 - 1859 | regno lombardo-veneto
1859 - 1861 | regno di sardegna
1861 - 1943 | regno d'italia
1943 - 1945 | repubblica sociale italiana
1945 - 2011 | repubblica italiana
2011 - ? | repubblica "federale" italiana ?


 fonte: wikipedia

Happy St. Patrick's Day 2011!!!

lunedì 14 marzo 2011

La pluralità non contraddice l'unità della nazione

con troppa frequenza, ogni volta che delle persone importanti tengono un discorso o rilasciano dichiarazioni, capita che le varie parti politiche e non, estrapolino solo alcune righe che possono in tal modo apparire come supportanti una tesi a loro cara (evitando ovviamente di citare quelle che invece risultano sconvenienti...).
è un "vizio" tipico e "bipartisan" che si può ritrovare nelle dichiarazioni di tutti i politici e nei titoli dei giornali delle diverse tendenze.
per tentare di ovviare a tutto questo riporto "INTEGRALMENTE", tratto dal sito www.vativan.va, un recente discorso di Sua Santità BENEDETTO XVI


La pluralità non contraddice l'unità della nazione

La "variegata molteplicità di città e paesi" caratteristica dell'Italia "non è in contraddizione con l'unitàdella nazione, che è richiamata dal 150° anniversario che si sta celebrando". Lo ha sottolineato il Papa nel discorso rivolto stamane, sabato 12 marzo, ai membri dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), ricevuti in udienza nella Sala Clementina.

Illustri Signori Sindaci!
Rivolgo il mio cordiale saluto a voi tutti e sono grato per la vostra presenza, che rientra in una tradizione consolidata nel tempo, come testimoniano le udienze concesse dal Venerabile Giovanni Paolo II e dai precedenti Pontefici e come ha ricordato il Presidente dell'Associazione, che ringrazio per le belle parole piene di realismo, ma anche di poesia e bellezza, con cui ha introdotto il nostro incontro. Questo fatto attesta il particolare legame che esiste tra il Papa, Vescovo di Roma e Primate d'Italia, e la Nazione italiana, la quale ha proprio nella variegata molteplicità di città e paesi una delle sue caratteristiche.

La prima idea che viene alla mente incontrando i Rappresentanti dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, è quella dell'origine dei comuni, espressioni di una comunità che si incontra, dialoga, fa festa e progetta insieme, una comunità di credenti che celebra la Liturgia della domenica, e poi si ritrova nelle piazze delle antiche città o, nelle campagne, davanti alla chiesetta del villaggio. Anche un poeta italiano, Carducci, in un'ode sulla gente della Carnia, richiama: "del comun la rustica virtù / Accampata all'opaca ampia frescura / Veggo, ne la stagion de la pastura / Dopo la messa il giorno de la festa...".

È sempre vivo anche oggi il bisogno di dimorare in una comunità fraterna dove, ad esempio, parrocchia e comune siano ad un tempo artefici di un modus vivendi giusto e solidale, pur in mezzo a tutte le tensioni e sofferenze della vita moderna. La molteplicità dei soggetti, delle situazioni, non è in contraddizione con l'unità della Nazione, che è richiamata dal 150° anniversario che si sta celebrando. Unità e pluralità sono, a diversi livelli, compreso quello ecclesiologico, due valori che si arricchiscono mutuamente, se vengono tenuti nel giusto e reciproco equilibrio.

Due principi che consentono questa armonica compresenza tra unità e pluralità sono quelli di sussidiarietà e di solidarietà, tipici dell'insegnamento sociale della Chiesa. Tale dottrina sociale ha come oggetto verità che non appartengono solo al patrimonio del credente, ma sono razionalmente accessibili da ogni persona. Su questi principi mi sono soffermato anche nell'Enciclica Caritas in veritate, dove il principio di sussidiarietà è considerato "espressione dell'inalienabile libertà umana". Infatti, "la sussidiarietà è prima di tutto un aiuto alla persona, attraverso l'autonomia dei corpi intermedi. Tale aiuto viene offerto quando la persona e i soggetti sociali non riescono a fare da sé e implica sempre finalità emancipatrici, perché favorisce la libertà e la partecipazione in quanto assunzione di responsabilità" (n. 57). Come tale, "si tratta quindi di un principio particolarmente adatto a governare la globalizzazione e a orientarla verso un vero sviluppo umano" (ibid.). "Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa, perché se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell'assistenzialismo che umilia il portatore di bisogno" (n. 58).

Questi principi vanno applicati anche a livello comunale, in un duplice senso: nel rapporto con le istanze pubbliche statali, regionali e provinciali, così come in quello che le autorità comunali hanno con i corpi sociali e le formazioni intermedie presenti nel territorio. Queste ultime svolgono attività di rilevante utilità sociale, essendo fautrici di umanizzazione e di socializzazione, particolarmente dedite alle fasce emarginate e bisognose. Tra esse rientrano anche numerose realtà ecclesiali, quali le parrocchie, gli oratori, le case religiose, gli istituti cattolici di educazione e di assistenza. Auspico che tale preziosa attività trovi sempre un adeguato apprezzamento e sostegno, anche in termini finanziari.

A questo proposito, desidero ribadire che la Chiesa non domanda privilegi, ma di poter svolgere liberamente la sua missione, come richiede un effettivo rispetto della libertà religiosa. Essa consente in Italia la collaborazione che esiste fra la comunità civile e quella ecclesiale. Purtroppo, in altri Paesi le minoranze cristiane sono spesso vittime di discriminazioni e di persecuzioni. Desidero esprimere il mio apprezzamento per la mozione del 3 febbraio 2011, approvata all'unanimità dal vostro Consiglio Nazionale, con l'invito a sensibilizzare i Comuni aderenti all'Associazione nei confronti di tali fenomeni e riaffermando, allo stesso tempo, "il carattere innegabile della libertà religiosa quale fondamento della libera e pacifica convivenza tra i popoli".

Inoltre, vorrei sottolineare l'importanza del tema della "cittadinanza", che avete posto al centro dei vostri lavori. Su questo tema la Chiesa in Italia sta sviluppando una ricca riflessione, soprattutto a partire dal Convegno Ecclesiale di Verona, in quanto la cittadinanza costituisce uno degli ambiti fondamentali della vita e della convivenza delle persone. Anche il prossimo Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona dedicherà una giornata a tale rilevante tematica, giornata alla quale sono stati opportunamente invitati, come ci è stato detto, i Sindaci italiani.

Oggi la cittadinanza si colloca, appunto, nel contesto della globalizzazione, che si caratterizza, tra l'altro, per i grandi flussi migratori. Di fronte a questa realtà, come ho ricordato sopra, bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana. Questa esigenza è avvertita in modo particolare da voi che, come amministratori locali, siete più vicini alla vita quotidiana della gente. Da voi si richiede sempre una speciale dedizione nel servizio pubblico che rendete ai cittadini, per essere promotori di collaborazione, di solidarietà e di umanità. La storia ci ha lasciato l'esempio di Sindaci che con il loro prestigio e il loro impegno hanno segnato la vita delle comunità: giustamente lei ha ricordato la figura di Giorgio La Pira, cristiano esemplare e amministratore pubblico stimato. Possa questa tradizione continuare a portare frutto per il bene del Paese e dei suoi cittadini! Per questo assicuro la mia preghiera e vi esorto, illustri amici, a confidare nel Signore, perché - come dice il Salmo - "se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella" (127,1). Invocando la materna intercessione della Vergine Maria, venerata dal popolo italiano nei suoi tanti Santuari, luoghi di spiritualità, di arte e di cultura, e dei santi Patroni Francesco d'Assisi e Caterina da Siena, benedico voi tutti, i vostri collaboratori e l'intera Nazione italiana.

martedì 8 marzo 2011

Matteo 7,1.5

Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.

venerdì 4 marzo 2011

palazzetto...

di seguito lo stralcio di un articolo pubblicato su Cronaca di oggi:

A dividere la maggioranza invece sono state le due proposte finora presentate per il palazzetto dello sport: quella di Cogorno alla Pierina e quella di Bonetti in via Milano.
Il primo ha incontrato il favore della Lega Nord, come conferma Matteo Soccini: “Entrambi i progetti hanno dei pro e contro, mancano alcuni dati, ma per quanto riguarda la Lega Nord già a luglio del 2009 avevamo identificato la Pierina come l’area maggiormente idonea a riceverlo. Il progetto è affascinante ora vanno valutati i numeri. Quello presentato da Bonetti invece ci ha fatto alzare le antenne, perché è prevista all’interno un’area commerciale da 40 mila che non vedo tollerabile a Crema. Bisognerebbe sentire le associazioni di categoria”.

il 17 marzo io faccio festa!!!

sabato 26 febbraio 2011

HUFFPOST - La rivolta dei senza potere si sta diffondendo

brano tratto e tradotto (penso maluccio) dal sito
THE HUFFINGTON POST


Nel primo decennio del nuovo millennio, due regimi brutali in importanti paesi musulmani sono stati portati a termine. In risposta agli attacchi al World Trade Center, i dittatori in Afghanistan e Iraq sono stati rovesciati. 
Queste guerre sono state seguite da bunker in località segrete dall'altra parte del mondo. Sono state eseguite da aerei senza pilota che appaiono come dal nulla a seminare distruzione tra combattenti nemici, da aerei stealth che sganciano bombe bunker-buster e da un groviglio di strumenti per la caccia a individui che utilizzano tecnologiche invisibili. Il termine di questi regimi è costato più di un trilione di dollari, e ha monopolizzato il tempo e l'energia di due presidenti americani. 
 
All'inizio di questo nuovo decennio, altri due regimi brutali nei paesi musulmani sono stati rovesciati. Mohamed Bouazizi, un venditore di frutta e verdura che hanno lavorato per le strade di Sidi Bouzid, una città nel centro della Tunisia. Stanco di maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza, senza alcuna speranza per un futuro migliore e in collera con l'opulenza e la corruzione della famiglia regnante, con Bouazizi si accese il fuoco di fronte a un edificio governativo. 


Il mondo, a quanto pare, ne ha avuto abbastanza.
Persone in tutto il mondo stanno chiamando per decenni di corruzione, la censura, la brutalità, la dittatura e la soppressione delle libertà a cedere il passo ad un nuovo tempo. Se questi cambiamenti sono in stato di gravidanza con una nuova "pax humana" o se la nascita di questo nuovo mondo sarà interrotta o dirottata deve ancora essere determinata. Tuttavia, enormi cambiamenti sono già avvenuti, e più sono all'orizzonte. Ed è un momento senza precedenti. Ora è un momento in cui presidenti e senatori, dittatori e generali - gli uomini con nomi forti e profonde tasche - deve rispondere a lungo l'ultima alle esigenze di persone come Bouazizi, in silenzio per tanto tempo ma la cui voce ora risuona con sempre maggiore risonanza in tutto il mondo.
E lungi da essere contenuta, la rivolta dei deboli sembra diffondersi. In Cina la dittatura comunista ha messo i suoi potenti filtri internet per bloccare qualsiasi menzione di un sussurrato "Jasmine Revolution". I poliziotti cinesi sono stati pesantemente impiegati, e la sicurezza cinese ha arrestato e interrogato più di 100 attivisti per la democrazia.
La rivolta ha anche fatto la sua strada in America Latina. In Venezuela, dove un forte Hugo Chavez ha recentemente celebrato con sfarzo militare i suoi dodici anni di potere, un gruppo di nove studenti ha iniziato uno sciopero della fame al di fuori della sede dell'Organizzazione degli Stati Americani (OAS). Arrivato alla sua quarta settimana, gli scioperanti si sono moltiplicati. Esausti da anni di abusi del governo e disperati per la mancanza di prospettive per il loro futuro in una società sempre più controllata da Chavez e dai suoi compari, i manifestanti si sono impegnati a radicalizzare le loro azioni fino a quando le loro richieste non saranno soddisfatte. Pienamente consapevole della realtà globale, il governo del Venezuela si è detto preoccupato per un "effetto Egitto" che potrebbe estendere lo sciopero o farlo diventare più radicale. 
 
Le fiamme provenienti dall'appello disperato di Bouazizi ha innescato un movimento globale per la libertà quasi introvabile nella storia del mondo. Non si sa fino a che punto la rivolta dei deboli arriverà.
L'amministrazione Obama si trova in una invidiabile, e delicata, posizione. Essa ha l'opportunità di rimuovere definitivamente alcuni dei peggiori flagelli che rimangono sul pianeta: dittatori ridicoli e pericolosi come Muammar Gheddafi, Hugo Chavez e Mahmoud Ahmadinejad. Ma è altrettanto importante come una amministrazione Obama che gestisce in modo intelligente e creativo - e incoraggia - il processo democratico può assumere un ruolo di leadership nella formazione di una nuova serie di istituzioni mondiali che siano più rappresentative e difendere con più fermezza i desideri di libertà in un mondo pieno di speranza come oggi.
Questo è un tempo per la leadership coraggiosa, senza paura per la diplomazia e per le grandi idee ed azioni.

Abbiamo sentito parlare molto dai nostri detrattori per il crollo di influenza americana nel mondo. Ora è il momento di dimostrare che si bagliano. Come Segretario di Stato Hillary Clinton ha detto al Council on Foreign Relations dello scorso anno, è il momento di "... un nuovo momento americano". Per un paese che non troppo tempo fa, con tanto orgoglio ha proclamato: "Dammi il tuo stanco, il tuo povero, le tue masse che si accalcavano per respirare libere, i miserabili rifiuti della vostra terra..." Questa rivolta dei senza potere deve essere lo script per il nostro nuovo momento americano.

domenica 20 febbraio 2011

avviso ai naviganti di FB

Carissimi,

l'altro giorno ho provveduto a ripulire la lista di amicizie in FB, scendendo da 240 a meno di 60.

se non siete più nella lista non per tutti c'è lo stesso motivo.

alcuni li ho tolti perchè conoscenti solo di vista (o magari neanche quello), altri perchè amici non li considero proprio e altri ancora perchè li considero amici ma vedendoli in altre occasioni li ho tolti.

quelli che sono rimasti, per adesso, sono quelli più lontani (vedi la colonia belgica), i colleghi del cdg, e amici che frequento più spesso.

già che c'ero ho ripulito tutta la mia bacheca da tutti i post che non mi interessavano più (a partire dalla fine del 2008 quando mi sono iscritti al sito).

se volete riavermi come amico mandata una richiesta, se poi la rifiuto non prendetevela...

mercoledì 9 febbraio 2011

Comunicato Stampa - “SOCCINI (Lega Nord): Bandi 2011 della Fondazione Cariplo, un’occasione per tutto il cremasco”.

CREMA, 9 febbraio 2011 – Nel pomeriggio di ieri il consigliere comunale della Lega Nord Matteo Soccini ha presenziato, anche nella sua veste di assessore provinciale, alla presentazione svoltasi presso la Camera di Commercio di Cremona dei Bandi 2011 della Fondazione Cariplo. 

“Con molto piacere e interesse ho partecipato ieri pomeriggio ad uno dei tre focus di presentazione dei bandi della Fondazione Cariplo, sia nella mia veste di assessore provinciale che in quella di consigliere comunale – afferma Matteo Soccini che prosegue – In particolare ho presenziato a quello dedicato all’ambiente (gli altri erano a “arte e cultura” e “servizi alla persona”). Un momento di conoscenza e approfondimento su di una tematica di particolare importanza per creare progettualità in grado di portare finanziamenti che il difficile periodo che vive la finanza pubblica non rende possibile ai bilanci degli enti locali.” 

Conclude il consigliere leghista: “Nel corso di un mio intervento in consiglio comunale avevo ricordato l’importanza di riuscire ad intercettare queste ulteriori fonti di finanziamento. Da una prima lettura dei bandi previsti posso già affermare come ve ne siano alcuni che il nostro territorio, e non solo la città di Crema, possono sfruttare per mettere in campo quella progettualità troppo spesso frustrata dalle ristrettezze economiche”.

domenica 6 febbraio 2011

LA PROPOSTA (5 febbraio). Un asse Reindustria-Crema Ricerche

di seguito riporto una lettera pubblicata su "La Provincia" di sabato 5 febbraio 2011.
 
Caro direttore,
da alcuni giorni, per iniziativa dell’amministrazione provinciale e segnatamente dell’assessore cremasco Matteo Soccini, si torna a parlare di una possibile fusione fra due soggetti che, in definitiva, hanno finalità pressoché uguali e comunque facilmente integrabili, ma della cui operatività ben poco si è riversato sul territorio.
Si tratta di Reindustria (che ha valenza e competenza di dimensione provinciale) e del Consorzio Crema Ricerche, nato sull’onda delle esigenze accentuate nel momento successivo all’insediamento dell’Università a Crema. Per una strana (ma felice) combinazione i due soggetti sono presieduti dai presidenti delle due associazioni degli Artigiani (la Libera e l’Autonoma), rispettivamente Giuseppe Cappellini e Pier Paolo Soffientini, giacché destinatarie dei servizi previsti nei rispettivi statuti sono le piccole imprese artigiane.

Se mutate situazioni di mercato o modificate esigenze o addirittura calo di attenzione non hanno consentito fino ad oggi di produrre quanto era legittimo aspettarsi, in particolare da Crema ricerche, tanto vale procedere ad una integrazione fra i due soggetti, così che unendo strutture e risorse umane si possa giungere a risultati significativi, primo fra tutti favorire la nascita e lo sviluppo di imprese innovative (Crema ricerche) che in Reindustria potrebbero trovare lo strumento per la valorizzazione e la promozione. Penso, dunque, sia ottima cosa procedere alla fusione delle due società, ad onta di qualche resistenza magari di carattere corporativo o, peggio ancora, politico, avendo come metodo di lavoro, successivamente, quello di uno stretto rapporto da una parte con il polo universitario e, dall’altra, con le realtà comunali. Due strategie che forse sono venute meno anche per effetto della stagnazione economica che non consentiva nè l’introduzione di nuove tecnologie né l’insediamento di nuove unità produttive.
Sergio Lini(Crema)

l'idea cui fa riferimento il sig. Lini è una delle ipotesi sul tavolo,
nelle prossime settimane inizierà il confronto con gli altri soci.

sabato 5 febbraio 2011

grazie

un sincero ringraziamento a colui che passa "veline" ai giornali su progetti importanti prima che gli stessi siano stati analizzati e approvati fino in fondo;

si vede che l'esperienza di quasi 4 anni di amministrazione è servita a poco...

PS il progetto in questione è OTTIMO.
d'altra parte arriva dall'amministrazione provinciale

inizia...

martedì 1 febbraio 2011

pensiero in una mattina nebbiosa

quando il caldo vento nordafricano inizierà a spirare per le terre di pianura, le nebbie che offuscano le menti di molti si diraderanno...

giovedì 27 gennaio 2011

domenica 23 gennaio 2011

La Lega scarica il sovrappasso

intervista pubblicata ieri sul quotidiano "La Cronaca" a firma Daniela Gallo Carrabba

La questione del superamento del passaggio a livello di viale Santa Maria sarà il prossimo filo conduttore della campagna elettorale in fieri. Questa l’idea che ha maturato il consigliere comunale di Lega Nord Matteo Soccini, nonché assessore allo Sviluppo Economico della Provincia di Cremona.
“Inizio ad essere molto pessimista - commenta Soccini - e non vedo una soluzione prossima. Dibattere ‘sopra o sotto’ lascia il tempo che trova. Ho visto il progetto di Irsonti ma ho molti dubbi. Difficoltà e costi insormontabili. Abbassare i binari poi lo ritengo ancora più improbabile. Una situazione che non avrà soluzione né a breve, né a lungo termine”.
“L’unico aspetto positivo di tutta la faccenda - prosegue Soccini - è che il sottopasso di via Indipendenza alleggerirà di molto il problema”.
“Su viale Santa Maria – ribadisce Soccini - sono molto pessimista. La cosa non avrà via di uscita con l’attuale situazione economica. Comunque prendo atto di quanto l’assessore Simone Beretta ha risposto in consiglio Comunale al consigliere Risari”.
Sì, d’accordo, ma sul progetto, qualche commento?
“Qualche cosa - riprende Soccini - c’è stata fatta vedere, ma ne sono usciti più dubbi che risposte. Il problema sarà al centro della campagna elettorale della prossima tornata elettorale”.
Nel frattempo l’inizio dei lavori di via Indipendenza si fa più vicino. Conferma consigliere?
“Si tratta di attendere i tempi tecnici - spiega Soccini - il bando è stato espletato, l’assegnazione dei lavori è stata fatta. Anche prima della primavera il via”.
Un altro dei grandi problemi della città ancora aperto è di certo la questione degli Stalloni, per i quali usiamo la definizione d’affetto che amano usare ancora oggi i cremaschi nell’indicare la sede Ersaf ed il Centro di Incremento Ippico di via Verdi.
Per gli Stalloni c’è qualche soluzione in vista?
“Da parte di Regione Lombardia - afferma Soccini - sono state avanzate varie ipotesi. Tutte da valutare. Comunque la meno realizzabile è di certo la ripresa dell’ultimo accordo di programma. La mozione approvata in Consiglio Comunale si impegnava proprio in un suo ‘rifiuto’. Poi ci sono le altre due ipotesi”
Quali?
“Una ipotizza la vendita di tutto il complesso al Comune di Crema. Quest’ultimo però non ha risorse. Sarebbe inoltre complicato individuare le aree da cedere in compensazione alla Regione. L’ultima ipotesi guarda poi alla ripresa delle trattative con Regione Lombardia per guardare verso i privati. In tal caso il Comune di Crema, prima, metterebbe dei paletti tecnici e poi si avvierebbe un procedimento di riqualificazione con procedura a gara aperta.
Il Comune metterebbe i suoi limiti, il resto ai privati”.
Ipotesi da valutare insieme ai colleghi?
“La prima cosa da verificare - spiega Soccini - è capire che cosa ne pensi la maggioranza. Preferiremmo evitare quanto già visto. Il partito dice una cosa, poi cambia idea, i consiglieri l’altra, poi cambiano ancora”. “Una questione interessante - conclude Soccini -, ma molto complessa”.

mercoledì 19 gennaio 2011

RELAZIONE sulle ATTIVITA’ dell’ASSESSORATO allo SVILUPPO ECONOMICO

a cure del Dott. Matteo Soccini 
Assessore allo Sviluppo Economico
Provincia di Cremona


INTRODUZIONE

Il primo anno e mezzo di mandato amministrativo è passato, un periodo molto intenso che si è caratterizzato soprattutto per fattori esterni alla normale vita di una amministrazione provinciale.
Il più significativo dei quali è stato sicuramente la forte crisi economico finanziaria che ha investito anche il nostro territorio generando situazioni di difficoltà alle imprese e criticità sotto il profilo occupazionale; a tal proposito il primo ricordo che affiora è quello della crisi “SA.CO.” di Castelleone che per fortuna, e grazie all’impegno di molti soggetti, ha trovato una soluzione positiva.
Se questo è stato un punto di partenza che ha affrontato il problema della salvaguardia dell’occupazione, fa piacere oggi ricordare come in quei giorni ebbi modo di lanciare comunque un segnale di attenzione anche al futuro e allo sviluppo del sistema manifatturiero locale. Un segnale raccolto degnamente dal progetto del polo della meccanica di Castelleone che sul finire del 2009 ha avuto il suo start-up. Altri interventi portati avanti dall’assessorato li trovate in questa relazione, ma ho voluto citare l’esempio di Castelleone in quanto è una prova valida e concreta di come ritengo si debbano affrontare le questioni che riguardano lo “Sviluppo Economico” del nostro territorio.
Concretezza, Condivisione, Partecipazione.


L’AQST

L’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) è uno strumento di programmazione negoziata previsto dalla legge regionale n. 2 del 14 marzo 2003 – [Regolamento attuativo della stessa legge: n. 18 del 12 agosto 2003].
La programmazione negoziata è la modalità con cui la Regione si rapporta con i soggetti locali per la condivisione e l’attuazione delle politiche regionali sul territorio.
L’accordo quadro si qualifica come strumento prioritario per la programmazione, il finanziamento e l’attuazione degli interventi che contiene, per i quali possono essere previste forme di agevolazioni nell’accesso ai finanziamenti regionali.
L’AQST per la provincia di Cremona ha preso avvio con delibera di promozione dell’accordo da parte della Giunta Regionale n. 8/1639 del 29 dicembre 2005.
L’Assessorato è stato attivo nella fase di monitoraggio delle azioni inserite dai vari settori dell’amministrazione provinciale, nonché per il presidio al tavolo di coordinamento composto da:
  • Regione Lombardia
  • Provincia
  • Comuni di Cremona, Crema, Casalmaggiore
  • Camera di Commercio


IL COMMERCIO
BANDI REGIONALI DEI “DISTRETTI DEL COMMERCIO”

Nella Provincia di Cremona il settore del Commercio, Turismo e Servizi assorbe il 41% di tutte le aziende operanti.
La crisi che stiamo attraversando ci pone davanti una realtà complessa, con elementi purtroppo più negativi di quanto sarebbe logico tollerare; a maggior ragione dobbiamo avere la forza di presentare le nostre proposte in modo corretto, coeso e coerente, ma anche fortemente convinti della necessità di dare forte impulso al settore del commercio in tutti i suoi aspetti.
Una efficace politica per il commercio deve ripartire dalla creazione di una più leale concorrenzialità tra la grande e la piccola distribuzione, facendo in modo che i centri commerciali non vadano a creare una situazione di svantaggio nei confronti dei negozi di vicinato, il cui valore economico e sociale deve essere tutelato.
Troppo spesso si dimentica il valore sociale legato alla rete della piccola distribuzione e ciò vale sia per i livelli occupazionali, che per il loro valore aggiunto di socializzazione, soprattutto nelle nostre piccole comunità locali. A tal proposito in collaborazione con la Regione Lombardia è continuata l’attività di tutela e promozione dei negozi storici presenti nei Comuni del nostro territorio, nonché promossa quella politica di aiuti che ha trovato un grande successo con i “Distretti del Commercio”, i cui diversi bandi emessi hanno visto comuni, associazioni e singoli commercianti adoperarsi proficuamente per la presentazione di progetti credibili e sostenibili. La circostanza che i finanziamenti siano pervenuti è indice dell’elevata capacità del nostro sistema produttivo. Una corretta pianificazione e programmazione degli insediamenti commerciali relativi alle medie e grandi superfici di vendita dovrà maggiormente tenere conto di tutto questo. Occorre fare in modo che i commercianti abbiano a sentirsi parte più attiva, sia per quanto concerne le conferenze dei servizi che toccano i loro interessi, sia per il loro rapporto che avranno con la Provincia e gli Enti locali.

Centinaia di migliaia di euro per il commercio.
E’ stato un anno di contrasto alla crisi e di rilancio del territorio quello affrontato dall’assessorato allo Sviluppo economico della Provincia. Dodici mesi caratterizzati da interventi concreti: dalla partecipazione ai Bandi dei Distretti diffusi del commercio (insieme all’Ascom e ai Comuni) al sostegno del credito per le piccole aziende. Grazie alla prima azione i commercianti hanno ottenuto più fondi in un anno che nei quindici precedenti. Sei i distretti diffusi finanziati dalla Regione Lombardia, che fanno capo ai Comuni delle zone di Pizzighettone (308mila euro di cofinanziamento regionale ottenuto), Soresina (488mila euro), Casalbuttano (438mila), Pandino (321mila), Sospiro (133mila) e Casalmaggiore (470mila).
Scopo degli interventi: eventi, ristrutturazioni di strade, aree urbane e negozi in una logica di collaborazione pubblico- privato.
In sinergia con la Regione Lombardia verrà continuata l’attività di tutela e promozione dei negozi storici presenti nei Comuni del nostro territorio. E’ stata incentivata la politica di aiuti che ha trovato un grande successo con i Distretti del Commercio, i cui diversi bandi emessi hanno visto comuni, associazioni e singoli commercianti adoperarsi con profitto per la presentazione di progetti veri.
Una corretta pianificazione e programmazione degli insediamenti commerciali relativi alle medie e grandi superfici di vendita ha tenuto conto di tutto questo in misura maggiore rispetto al passato.
I “Distretti del Commercio” sono definiti dalla Regione come gli ambiti di livello infracomunale, comunale o sovracomunale nei quale i cittadini, le imprese e le formazioni sociali liberamente aggregati sono in grado di fare del commercio il fattore d’integrazione e valorizzazione di tutte le risorse di cui il territorio dispone, per accrescerne l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e sostenere la competitività delle sue polarità commerciali.
I Distretti del Commercio si distinguono tra:
  • Distretti urbani del commercio (DUC): costituiti sul territorio di un unico Comune;
  • Distretti diffusi di rilevanza intercomunale (DiD): costituiti sul territorio di più Comuni.
L’obiettivo è la promozione di progetti capaci di incidere strutturalmente e in modo duraturo sulle caratteristiche competitive dell’offerta commerciale locale, nel contesto di una più ampia riqualificazione urbana, con il coinvolgimento degli operatori commerciali, delle loro associazioni, degli Enti Locali, delle Camere di Commercio e degli altri attori del territorio, in una visione comune di un unico progetto di sviluppo Tale obiettivo è ben presente negli atti di programmazione regionale.
La Regione Lombardia promuove i Distretti del Commercio con l’intento di valorizzare in modo particolare i luoghi tradizionali e antichi del commercio, con particolare attenzione agli spazi pubblici delle cittadine storiche della Provincia.
Nel corso del 2008 e del 2009 sono state approvate le delibere regionali che introducono il concetto di Distretto del Commercio.
Per la provincia di Cremona sono stati approvati e finanziati due Distretti Urbani del Commercio (Cremona e Crema) e sei Distretti Diffusi (di cui i Comuni capofila sono: Pizzighettone, Soresina, Casalbuttano, Casalmaggiore, Pandino e Sospiro).
La Provincia di Cremona ha aderito a tutti i programmi d’intervento dei Distretti.
Nel 2010, anche grazie alla collaborazione con le Sedi Territoriali di Regione Lombardia, si è studiato e monitorato l’andamento delle attività previste, al fine di realizzare un concreto coordinamento tra le stesse e la programmazione provinciale.


FONDO A SOSTEGNO DEGLI ORGANISMI DI GARANZIA FIDI

L’accesso al credito è sicuramente una delle questioni principali per tutte le aziende ma, in modo particolare, per le piccole e piccolissime aziende che caratterizzano il nostro territorio.
Il sostegno al credito è quindi un ambito d’intervento che la Provincia considera con particolare attenzione.
Un esempio di azione per dare fiato al tessuto economico locale (che per il 41% è fatto di commercio, turismo e servizi) è il sostegno agli organi di garanzia fidi (Confidi), per i quali la Provincia ha stanziato 100mila euro. Una somma capace di generare un flusso di credito di circa 2 milioni di euro. Nonostante la sfavorevole situazione economica, nella quale l’amministrazione si trova ad operare, questo intervento è stato fortemente voluto. Con questo provvedimento l’assessorato ha mantenuto la promessa di facilitazione del credito contenuta nel programma.
Con il bando a sostegno del sistema dei Confidi l’amministrazione provinciale vuole dare un sostegno concreto al mondo delle piccole imprese commerciali, artigiane e non solo, operanti nel nostro territorio sul versante dell’accesso al credito.
Si tratta di un intervento atteso e particolarmente importante soprattutto in un periodo nel quale le difficoltà di accedere a finanziamenti da parte delle banche risultano troppo spesso difficoltosi.
La somma stanziata di 100.000 euro, destinata ai Confidi operanti in provincia, sarà in grado di generare un flusso di credito stimato in circa 2.000.000 di euro, dovuto all’effetto moltiplicatore stimato dagli operatori nel valore di 20 (1 euro si moltiplica per 20).
Nonostante la sfavorevole situazione economica, nella quale l’amministrazione si trova ad operare, questo intervento è stato fortemente voluto e siamo certi che sarà accolto con favore dagli operatori economici.
Inoltre con questo provvedimento l’assessorato allo Sviluppo Economico mantiene un impegno che si era prefisso in sede di presentazione del programma 2010 a sostegno del credito.


REINDUSTRIA

Si tratta di una società consortile a responsabilità limitata, a maggioranza pubblica, per il 55% del capitale. Il restante 45% del capitale è suddiviso tra numerosi privati: associazioni di categorie, organizzazioni sindacali e banche.
La Provincia di Cremona è socia per l’11% del capitale della società.
Reindustria è nata nel 1994 per gestire i contributi statali e regionali ottenuti in conseguenza della crisi “Olivetti”.
Oggi il suo funzionamento è sostenuto dai fondi che i soci trasferiscono annualmente sulla base di un programma triennale approvato dall’Assemblea dei soci e sulla base di stralci annuali di programma.
E’ poi previsto che i soci possano finanziare solo i progetti che ritengano di loro interesse, e, inoltre, affidare a Reindustria la realizzazione di un progetto di proprio esclusivo interesse del quale sosterrebbero la relativa spesa.
I risultati conseguiti nel cremasco hanno spinto Reindustria a interessarsi dello sviluppo economico dell’intera provincia di Cremona, attraverso la valorizzazione, il consolidamento, il potenziamento e lo sviluppo delle risorse del territorio, con i mezzi propri del marketing e dell’economia territoriale.

Reindustria cambia volto.
L’assessorato è stato impegnato affinché il mandato della società a capitale pubblico/privato (55% Provincia e Comuni) sia sempre più ancorato alle esigenze delle imprese del territorio. Obiettivo: i costi della struttura dovranno essere pagati dai progetti.
Un nuovo Consiglio di amministrazione alla guida di Reindustria. Con un mandato ben preciso: partorire idee vincenti per aiutare le aziende del territorio.
E fare in modo che Reindustria cammini con le proprie gambe. In questa nuova fase saranno i progetti a sostenere i costi del funzionamento della struttura. E non, come è stato finora, i contributi dei soci pubblici e privati. L'Amministrazione provinciale ha avviato due strumenti di sviluppo territoriale: il Laboratorio Strategico e la Consulta economica. Reindustria avrà un ruolo operativo per realizzare alcune delle indicazioni maturate in questi ambiti.
Reindustria è una società con il 55% in mano pubblica, mentre il resto è detenuto da privati come associazioni di categoria, sindacati, banche. Il nuovo corso di Reindustria prevede iniziative di marketing territoriale e soprattutto progetti in vista di Expo 2015. Reindustria ha tenuto a battesimo il Polo della Cosmesi, lo studio socio-economico sul cremasco e sul casalasco, l’assistenza ai Comuni per lo sviluppo di aree produttive, l’assistenza alle imprese sul Bando Innovazione e Aree Tematiche Prioritarie (ATP), l’internazionalizzazione delle imprese, il progetto MEC di aggregazione sulla filiera della Meccanica. Nel Cda rinnovato a maggio 2010 sono entrati Matteo Moretti, Giuseppe Capellini (eletto presidente nel corso del primo Cda), Roberto Nolli, Claudio Silla, Luca Ferla, Giulio Baroni, Giuseppe Zucchetti, Daniele Tarenzi, Berlino Tazza, Giuseppe Demaria.
Nella seconda metà dell’anno il cda è stato impegnato nella redazione del piano operativo triennale nel quale inserire tutti gli interventi che la società intende mettere in campo in futuro.
In quest’ottica, dopo la segnalazione del consigliere provinciale Francesco Chioda, è stato inserito nel piano il progetto denominato “Concorso Intraprendere” proposto dal dott. Andrea Bergami.


CREMA RICERCHE

Il Consorzio Crema Ricerche è stato costituito nel 1999 da Provincia di Cremona, Camera di Commercio di Cremona, Comune di Crema, Associazione Cremasca Studi Universitari e dall'Agenzia d'Area Reindustria S. cons.r.l., quali soci fondatori.
Esso ha sede nell'area “ex Olivetti” – oggi recuperata - e svolge la propria attività senza fini di lucro, ponendosi l'obiettivo di favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese innovative, nonché il trasferimento tecnologico.
Si tratta di una realtà consortile che ha sviluppato molteplici attività a favore del sistema locale, a partire dal comprensorio cremasco, ma aprendosi ad un territorio più vasto e andando a promuovere iniziative a favore anche dei territori delle province di Bergamo e di Brescia.
In particolare, il Consorzio si propone l'obiettivo di prestare servizi reali soprattutto nei confronti delle piccole e medie imprese, nell'intento di promuovere la diffusione delle innovazioni e il trasferimento tecnologico.
Attualmente il Consorzio Crema Ricerche è composto da n. 61 soci, fra enti ed imprese interessati allo sviluppo delle problematiche legate all'innovazione e al trasferimento tecnologico.
Il Consorzio è dotato di un Consiglio di Amministrazione, di un Collegio dei revisori e di un Comitato Tecnico Scientifico.
Nel corso del 2010 l’assessorato ha valutato l’operato del consorzio anche in considerazione dell’evoluzione della propria modalità di partecipazione allo stesso, operando nell’ottica della piena e completa integrazione con Reindustria.


UN POLO PER LA MECCANICA: IL POL.ME.C

Un consorzio di imprese specializzate che uniscono le forze, presentano un progetto concreto e si pongono come interlocutori degli enti locali. E’ il Polo della meccanica castelleonese. Un progetto sostenuto dalla Provincia di Cremona con 90mila euro, iniziativa dal basso capace di fare breccia in tempi di crisi. Venti imprese con 250 addetti che, condividendo clienti e fornitori, hanno chiesto aiuto alla politica.
In particolare alla Provincia che, a partire dal presidente Salini e dall’assessore Soccini, hanno risposto prontamente, completando il percorso iniziato con gli interventi a favore dei lavoratori delle imprese in difficoltà nell’area castelleonese.
In data 13 febbraio 2010 l’amministrazione provinciale e il Polo della Meccanica del Castelleonese hanno sottoscritto un protocollo d’intesa nel quale si sanciscono la collaborazione e il sostegno della Provincia di Cremona a questo importante progetto di aggregazione industriale operante in un settore cardine dell’economia provinciale.
Il protocollo prevede l’impegno da parte di Pol.Me.C. ha presentare, con cadenza trimestrale, una relazione illustrativa delle attività svolte e un dettagliato rendiconto delle spese sostenute in considerazione del contributo versato dall’amministrazione per sostenere le spese di start-up.
Nel 2010 si è effettuato un costante monitoraggio per verificare l’effetto sull’economia locale e creare un database di professionalità ed esperienza che possa costituire un esempio per possibili progetti similari che emergeranno nel resto del territorio provinciale nei vari comparti di cui è composta l’economia del nostro territorio.


CONSULTA ECONOMICA PROVINCIALE
CONFRONTO CON LE CATEGORIE DEL TERRITORIO PER DECISIONI CONDIVISE

La Consulta Economica Provinciale è ora un organismo pensato come strumento di raccordo permanente fra le istituzioni e le associazioni rappresentative d’interessi, legati allo sviluppo socio-economico ed è prevista dallo Statuto dell’Ente (art. 24).
L’Amministrazione Provinciale attribuisce un preciso assetto alla Consulta Economica, organismo già attivo in passato, attribuendole funzioni maggiormente definite, grazie al percorso di approvazione al quale è stato sottoposto il regolamento di funzionamento della stessa: approvato dalla Giunta Provinciale in data 30 giugno 2010 (DGP n. 307), è passata all’esame del Consiglio Provinciale del 20 luglio 2010 (DCP n. 88).

Torna la Consulta economica provinciale. 
Un luogo di confronto reale con gli attori del territorio, punto di sintesi per esprimere pareri e valutazioni sull’attività della Provincia. In questa ottica è stata ripensata la Consulta, riunita per la prima volta venerdì 7 maggio.
Si tratta di un momento di lavoro e collaborazione tra l’Amministrazione provinciale, la Camera di commercio, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e, in generale, il territorio.
Nell’incontro di maggio si è scelto un ordine del giorno particolarmente qualificante, legato ai principali investimenti autostradali sul territorio.
Ma non solo. Sul tavolo anche le questioni calde del sistema societario locale e dello sviluppo dei servizi Cremona-Tencara. Senza tralasciare il piano degli investimenti dell’Ato, sistema idrico e ricadute sul territorio. Al tavolo dei relatori, oltre al presidente Salini e all’assessore Soccini, il presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio, e il Rappresentante della Provincia nelle società Centropadane e Brebemi Alberto Sciumé. 
E’ stata un’occasione di vera compartecipazione alle scelte legate agli investimenti. Gli amministratori pubblici possono svolgere in modo pieno il proprio mandato solo se si pongono come terminale di enti locali, imprese e lavoratori.
Numerosi gli interventi dei rappresentanti delle categorie economiche, che hanno alimentato un ampio dibattito sulle soluzioni migliori ai diversi problemi al centro della Consulta. E’ questo il luogo in cui discutere i temi proposti da Provincia e mondo economico-sociale. Definite le strategie da intraprendere, si tratta di valutare idee, mezzi e modalità per la loro realizzazione. Verso la fine dell’anno è stato costituito il Comitato Direttivo della consulta per adempiere a quanto previsto nel regolamento della Consulta stessa.


CONSULTA INTERPROVINCIALE DELL’AREA VIADANESE - CASALASCA.

Si tratta di un’associazione senza scopi di lucro, che promuove lo sviluppo economico, sociale e la valorizzazione dell'area tramite il coordinamento delle attività tra soggetti pubblici e privati, sia sul versante della programmazione socio-economica che su quello della pianificazione territoriale. Promuove inoltre attività formative e progetti di sviluppo economico.
Con delibera del Consiglio Provinciale n. 115 del 25 novembre 1997, la Provincia di Cremona approva lo Statuto e aderisce alla “Consulta Interprovinciale dell’area Viadanese – Casalasca”, conferendo una quota costitutiva di capitale, con l’impegno di corrispondere una quota associativa annuale.
Come per altre realtà similari l’Amministrazione ha partecipato attivamente, tramite il proprio rappresentante, all’attività della Consulta onde analizzarne le risultanze e trasferirle in progettualità effettive.


L’INNOVAZIONE PRODUTTIVA, ORGANIZZATIVA E COMMERCIALE DELLE AZIENDE E SOSTEGNO ALL’ATTIVITÀ DI RICERCA

Si tratta di ambiti d’intervento presenti anche negli scorsi anni e che trovano una ragion d’essere ancora maggiore nell’attuale periodo di ciclo negativo.
L’innovazione e la ricerca sono, infatti, obiettivi strategici riconosciuti tali da tutte le analisi disponibili.
Dalla loro nascita, nel 2006, i “Bandi Innovazione” in provincia di Cremona sono stati sostenuti - a livello locale - dalla Camera di Commercio e dalla Provincia, con un impegno finanziario di uguale importo, a cui la Regione Lombardia aggiungeva la sua quota, pari a quanto messo a disposizione localmente. 

Per il bando 2008/2009 – orientato sulle tematiche dell’ambiente, dell’energia e della sicurezza nei luoghi di lavoro - Provincia e Camera hanno messo a disposizione complessivamente Euro 150.000,00.= (Euro 75.000,00.= a testa) e la Regione altrettanti per un totale complessivo pari a Euro 300.000,00.=.
Le domande pervenute sul bando 2008/2009 e ritenute valide dalla apposita Commissione costituita presso Unioncamere a Milano, richiedevano Euro 672.000,00.= (come da graduatorie del 4 agosto 2009); pertanto sarebbero stati necessari ulteriori Euro 372.000,00.= per poter accogliere tutte le richieste ritenute ammissibili. 
Di questi Euro 372.000,00.= mancanti, la Regione Lombardia si è resa disponibile a finanziare ulteriori Euro 252.000,00.=,oltre agli Euro 150.000,00.= già resi disponibili.
I restanti Euro 120.000,00.= dovevano essere recuperati a livello locale: Euro 60.000,00.= dalla Camera ed Euro 60.000,00.= dalla Provincia.
Si è pertanto stabilita la seguente ripartizione finale: Regione Lombardia Euro 402.000,00.=, Camera di Commercio Euro 135.000,00.= e Provincia Euro 135.000,00.=. 
La Provincia ha impegnato e liquidato a favore della Camera di Commercio i primi 75.000,00.= euro dei 135.000,00.= attualmente necessari.
I mancanti euro 60.000,00 sono stati individuati presso la Camera di Commercio, quali residui di precedenti attività congiunte, svolte sempre nell’ambito dello sviluppo delle imprese cremonesi
Si è deciso aderire, nei modi summenzionati, alla proposta avanzata dall’ente camerale di integrazione, paritaria, dello stanziamento iniziale del bando innovazione 2008/2009.
Le comunicazioni alle aziende destinatarie del contributo sono state tutte firmate congiuntamente e pariteticamente, sia dalla Provincia che dalla Camera di Commercio.


IL FONDO DI SOLIDARIETÀ 
Aiuti economici ai lavoratori colpiti dalla crisi. Stimolo alle imprese affinché facciano occupazione. Sostegno alle cooperative sociali per salvaguardare i dipendenti disabili. Sono le azioni concrete previste dal Fondo di solidarietà creato da Provincia di Cremona, Camera di Commercio, Cgil, Cisl e Uil e incrementato grazie alle iniziative della Giunta Salini.
Per definire le modalità pratiche di due dei tre interventi a favore delle fasce più deboli della società, lunedì 8 marzo è stato organizzato in Provincia un affollato incontro con i rappresentanti delle categorie economiche e del credito, che hanno firmato l’Accordo generale sul Fondo e i protocolli per le singole azioni e l’anticipo della Cassa integrazione. Insomma: un intervento che corona gli sforzi avviati nel luglio 2009, quando la mobilitazione di Provincia, Regione Lombardia, sindacati e categorie fece ottenere la cassa integrazione ai lavoratori della Saco, aprendo un percorso di sostegno al comparto della meccanica culminato nella nascita del Polo del Castelleonese e in ripetuti interventi a favore di lavoratori e imprese.

Ora il Fondo di solidarietà guarda alle esigenze reali del tessuto socio-economico locale segnato dalla crisi e la sua efficacia è stata aumentata dal cofinanziamento di Fondazione Cariplo ottenuto dalla Provincia. D’intesa con Camera di commercio e sindacati, la Provincia ha partecipato col progetto “Solidali attraverso il lavoro” al bando delle Emblematiche minori 2009 di Fondazione comunitaria, ottenendo da quest’ultima 200mila euro, a fronte di altrettanti già stanziati. Grazie a questo intervento il Fondo è salito a 600mila euro Così si risponde alle vere istanze del territorio, non solo a esigenze congiunturali. E’ la cifra di un approccio che mette il lavoro al centro, di una politica garante del benessere del territorio amministrato.


TAVOLO CRISI TAMOIL

In seguito alla decisione dell’azienda Tamoil di riconvertire la raffineria di Cremona, il cui impatto occupazionale diretto ed indiretto (indotto) si stima possa arrivare a toccare il migliaio di lavoratori, l’assessorato è impegnato come parte attiva del tavolo di crisi prontamente messo in campo dall’amministrazione provinciale che ne cura il coordinamento ed al quale prendono parte Provincia, Regione, Comune, Sindacati, Associazione Industriali, Camera di Commercio, Parlamentari e altri soggetti di volta in volta interessati.
L’ultima riunione si è svolta il 28 dicembre scorso per fare il punto sulla evoluzione della vicenda legata al futuro della raffineria cremonese e individuare un approccio comune in vista dell’incontro già fissato a Roma il prossimo 17 gennaio presso il Ministero dello Sviluppo economico.


VISITE AI COMUNI DELLA PROVINCIA

Nell’estate 2010 l’amministrazione ha iniziato un programma di visite nei 115 comuni che formano la Provincia di Cremona al fine di confrontarsi con le amministrazioni locali sulle esigenze e le problematiche del territorio nonché conoscere in particolare le realtà economico/produttive con visite dirette nelle aziende.
Nel 2010 i comuni visitati sono stati:
  • Casalmorano (no)
  • Gussola (no)
  • Castelverde
  • Piadena
  • Spino d’Adda
  • Rivarolo del Re
  • Vailate
  • Pizzighettone
  • Castel Gabbiano
  • Castelleone
  • Drizzona (no)
  • Soresina
  • Malagnino (no)
  • Cella Dati
Quelli con il “no” tra parentesi sono le visite cui non ho partecipato per altri impegni in agenda.


INCONTRI CON LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

La particolarità storica della conformazione territoriale della provincia che risulta formata da entità con peculiarità differenti come il cremasco ed il cremonese si ripercuote anche, e non solo, nel campo dell’associazionismo economico.
Alla tradizionale presenza di diverse associazioni nella medesima categoria (commercio, agricoltura, ecc) che rispecchiano il quadro nazionale si aggiungono nel nostro caso un fattore “territoriale” di particolare rilevanza che richiede uno sforzo maggiore sotto il punto di vista delle relazioni tra l’assessorato ed il mondo associativo.
Difatti una particolare attenzione è stata prestata all’incontro/ascolto/confronto con tutte le associazioni operanti attraversi confronti bilaterali, partecipazione a tavole rotonde e convegni, nonché in incontri informali con i vari presidenti delle associazioni.


COORDINAMENTO CON ALTRI ASSESSORATI

La missione e gli obiettivi dell’assessorato rendono necessario, se non obbligatorio, un serrato confronto con altri assessorati per la redazione e promozione di iniziative per loro natura “interdisciplinari”.
Verso la fine del 2010 sono stati aperti due tavoli di confronto con gli assessori:
  • Leoni (governo del territorio e opere pubbliche) e Pinotti (agricoltura e ambiente) per progettazione su aree tencara e porto di Cremona.
  • Schiavi (politiche sociali e associative) e Orini (istruzione, formazione e lavoro) per dgr 9/381 su conciliazione famiglia/lavoro.

ASSOCIAZIONE CREMASCA STUDI UNIVERSITARI

L’associazione ha lo scopo di promuovere e sostenere le attività didattiche e la gestione operativa del polo universitario di Crema.
Ne fanno parte, oltre all’amministrazione provinciale, il comune di Crema, la Camera di Commercio, l’Università Statale di Milano, e diverse associazioni di categoria.
Quale rappresentante della Provincia in seno all’associazione l’attività si è suddivisa in due parti:
  • Monitoraggio e controllo della corretta gestione delle risorse finanziarie messe a disposizione dai vari soci (il contributo provinciale ammonta a oltre 50.000 euro).
  • Partecipazione a tutti i tavoli riguardanti la formulazione di progettualità sulla didattica e l’offerta formativa del polo universitario, con particolare attenzione ai risvolti connessi al rapporto tra il mondo della formazione universitaria e il mondo economico.

martedì 4 gennaio 2011

Pagellina 2010

di Gilberto Bazoli pubblicata oggi sul quotidiano "La Provincia" a pagina 13

Matteo Soccini.
Ha rilanciato la consulta economica e ripensato la mission di Reindustria. Sollevando, ovviamente, polemiche. Ma perché dovrebbe esistere qualcosa di intoccabile? Pare a volte essere più attento alle vicende della sua Crema e più, per quanto riguarda corso Vittorio Emanuele, alle questioni politiche che a quelle amministrative. Con risultati positivi: si dice sia anche merito suo la compattezza della delegazione leghista in giunta.
Voto:6-